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Medici di famiglia disponibili 7 giorni su 7

Licia

di Mamma Licia

10 Marzo 2012

Troppi accessi ai Pronto Soccorso con conseguenti attese infinite Troppi accessi ai Pronto Soccorso con conseguenti attese infinite e rischio di collasso per i reparti di emergenza degli ospedali del nostro Paese. È il quadro emerso già l’anno scorso dall’analisi sullo stato di salute dei Pronto Soccorso italiani, elaborata per Adnkronos Salute dalla Società di medicina emergenza urgenza (Simeu) e dalla Federazione italiana medicina emergenza catastrofi (Fimeuc). Lo studio ha preso in esame l’attività dei pronto soccorso degli ospedali lombardi, laziali e campani, ma la situazione drammatica si può estendere a tutti i reparti di emergenza degli ospedali italiani, da Nord a Sud.

Sovraffollamento, accessi impropri (nonostante, ad esempio, l’introduzione diTroppi accessi ai Pronto Soccorso con conseguenti attese infinite un ticket per il codice bianco che avrebbe dovuto regolamentare gli accessi ai Pronto Soccorso), mancanza di posti letto per i ricoveri, carenza di personale medico e paramedico: sono questi i problemi che gravano sui nostri Pronto Soccorso.

A questi problemi ha dato voce il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, che, commentando nei giorni scorsi i fatti venuti allo scoperto nei reparti di emergenza degli ospedali romani, con malati curati su materassi in terra, massaggi cardiaci sul pavimento e stanze sovraffollate di pazienti in barella, ha affermato che “si va al pronto soccorso perché non ci sono altri servizi sul territorio o perché si ha un’idea distorta della loro funzione” e che è pertanto necessario rafforzare il territorio valutando la possibilità che “la rete dei medici di famiglia funzioni 7 giorni la settimana”.

Studi aperti anche di notte e nei week end per i medici di famiglia: è questa dunque la soluzione prospettata dal ministro Balduzzi che intende disegnare una nuova organizzazione della medicina territoriale e inserirla nel nuovo “Patto per la Salute”, cioè l’accordo finanziario e programmatico tra il Governo e le Regioni, di valenza triennale, in merito alla spesa e alla programmazione del Servizio Sanitario Nazionale, finalizzato a migliorare la qualità dei servizi, a promuovere l’appropriatezza delle prestazioni e a garantire l’unitariTroppi accessi ai Pronto Soccorso con conseguenti attese infinite età del sistema.

Ma come funzioneranno i nuovi ambulatori? L’idea è quella delle cosiddette “AFT”, Aggregazioni Funzionali Territoriali, già inserite nel processo di riforma della medicina generale, che prevedono il raggruppamento, fino a 20, di medici sia di assistenza primaria sia di continuità territoriale; in sostanza,  dei super ambulatori “razionalizzati” che consentano al cittadino di essere visitato in orari non di visita da un medico appartenente alla sua stessa unità  territoriale, già in contatto con il suo medico e a conoscenza, quindi, del suo stato di salute.

In accordo con la proposta del ministro Balduzzi, Giacomo Milillo, – segretario della  Fimmg, il più importante sindacato dei medici di famiglia – ha detto che “le aft puntano su una nuova organizzazione, e non su un allungamento dell’orario di lavoro dei professionisti, per migliorare l’assistenza”. Inoltre – ha spiegato Milillo –  “un’attività più intensa del territorio serve a sollevare gli ospedali anche da alcuni ricoveri, ad esempio di persone anziane con più malattie che hanno spesso ricadute”.

Fonte: vitadadonna.com-Medici di famiglia sempre disponibili 7 giorni su 7 

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