Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Seguici:

Costa Concordia: i funerali di Dayana e Williams Arlotti

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

21 Marzo 2012

costa concordia Costa Concordia naufragio: i funerali di Dayana e Williams Arlotti

Si sono celebrati ieri nel Duomo di Rimini i funerali della piccola Dayana Arlotti e del suo papà, Williams, entrambi deceduti nel naufragio della Costa Concordia avvenuto la notte del 13 gennaio.

Dayana, la più piccola vittima ( aveva solo 5 anni) della tragedia del Giglio, al termine della messa, è stata salutata dai suoi compagni di scuola con un volo di palloncini a forma di cuore rosa e bianchi, lasciati liberi di salire in cielo per poter raggiungere quel piccolo angelo, e con una lettera, letta da Cristina, mamma di un compagno della bambina, con la quale le raccomandavano di proteggere la sua mamma, ora rimasta sola:

“Siamo i tuoi compagni di scuola non c’è giorno che noi non ti ricordiamo. Lo sappiamo che sei in paradiso e ti stai divertendo tanto. Ti chiediamo di aiutare la tua mamma, stalle sempre vicino e non ti dimenticare di noi, sei il nostro angelo custode”.

Parole dolci, tenere e sincere dettate dai cuori dei bambini che hanno perso una compagna, un’amica; parole che forse si scontrano con la durezza di quelle pronunciate dal vescovo di Rimini, Monsignor Francesco Lambiasi, che nel corso della celebrazione della messa funebre, precisamente nel momento dell’ omelia ha affermato:

costa concordia“Quella della Costa Concordia è stata  una catastrofe devastante che si doveva e si poteva evitare, e di cui altri hanno il dovere, davanti al tribunale divino e alla giustizia umana, di assumersi la gravissima responsabilità. Non è stato Dio a distrarsi quel 13 gennaio né a rendersi latitante al largo dell’isola del Giglio”.

Responsabilità tutt’oggi ancora da appurare, accertare e punire.

E mentre una parte d’Italia e del mondo continua a speculare su una tragedia che, non smetterò mai di ripetere, ha portato via la vita a 32 persone, un’altra parte, quella che definirei “sana”, continua a stringersi attorno a chi soffre e a chi piange i propri congiunti.

Leggi anche

Seguici