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Melania Rea: processo contro Salvatore Parolisi, Dna operai macedoni e tempi del delitto

Venerdì 30 Marzo Salvatore Parolisi è tornato in aula. L’ex caporal maggiore siede da solo al banco degli imputati, su di lui pesa l’accusa di aver ucciso la moglie e di averne deturpato il cadavere allo scopo di depistare le indagini.

Federica Federico

di Federica Federico

03 Aprile 2012

Venerdì 30 Marzo Salvatore Parolisi è tornato in aula.Quella di venerdì 30 marzo, dinnanzi al GUP Marina Tommolini, è stata un’udienza lunga e ricca di colpi di scena.

Ecco, in sintesi, i momenti chiave dell’udienza:

–          Per disposizione del giudice sono state escluse le testimonianze ed i documenti acquisiti dopo il 6 febbraio, data in cui è stato ammesso il rito abbreviato.

Il giudice ha affermato un principio di legge: l’ammissione del rito abbreviato cristallizza il processo al momento in cui tale rito è stato accolto, impedisce, cioè,  la produzione di atti ulteriori al di fuori di quelli a cui l’abbreviato è stato eventualmente condizionato (laddove nel caso di specie l’abbreviato resta condizionato alla super perizia chiesta dalla difesa).

Posta l’inammissibilità degli atti prodotti dopo il 6 febbraio, sono state estromesse dalle carte processuali la perizia psicologica e la deposizione sul coltello multifunzione notato nell’auto di Parolisi da uno zio di Melania solo pochi mesi prima dell’omicidio.

–          Sono state escluse le perizie delle due criminologhe Roberta Bruzzone e Margherita Carlini, esperte assunte come consulenti dalla famiglia Rea.

–          Hanno prestato giuramento i tecnici incaricati della super perizia.

La super perizia avrà un duplice scopo: stabilire l’ora della morte di Melanie e chiarire quando e come sia stata lasciata nella bocca della vittima la nota traccia di DNA di Parolisi.

L’ora della morte fonda il castello accusatorio. Ma la difesa non ha mai fatto mistero di una sua convinzione determinante: Melania non sarebbe morta nell’ora stabilita dalla prima perizia. Inoltre – secondo il collegio difensivo –  i tempi rappresentati dalla Procura nella descrizioni presunta del delitto sarebbero incompatibili con la ricostruzione dei fatti. Tutto ciò, di fatto, lascia intravedere la possibilità di mettere in discussione l’intero scenario delineato dall’accusa.

Rivediamo in breve l’impianto accusatorio e i tanto discussi tempi:

18 aprile Folignano – ore 14:15 Salvatore, Melania e la piccola Vittoria escono di casa (una vicina testimonia di avere visto il Parolisi a quell’ora lasciare l’abitazione). La ricerca di Melania dispersa parte alle 15:30 da Colle San Marco. Dalla partenza dall’abitazione di Folignano sino all’allarme lanciato sul Colle sarebbero trascorsi 75minuti.

La domanda fondamentale è la seguente: in questo lasso di tempo (75 minuti appena)Parolisi avrebbe materialmente potuto commettere l’omicidio, pulirsi, cambiarsi, liberarsi dell’arma e degli indumenti insanguinati, percorrere la strada che da Ripe di Civitella arriva a Colle San Marco e dare l’allarme?

melania rea luoghi omicidioDalla Casa di Folignano occorrono 6 minuti per raggiungere il bivio che porta verso Ripe (il perché salvatore si sia diretto a Ripe piuttosto che a Colle San Marco è ignoto, la Procura ipotizza una lite con la moglie e la conseguente ricerca di un luogo isolato ove discutere. Sembra esclusa, infatti, la premeditazione in questo omicidio). Una volta superato il bivio, per raggiungere le Casermette occorrono ancora 18 minuti. Complessivamente per arrivare sul luogo del delitto partendo da casa Parolisi – Rea occorrono non meno di 24 minuti.

Durante questo tragitto nessuno ha avvistato l’auto e la coppia? Di fatto in quel pomeriggio del 18 aprile la vedetta Colasanti prestava servizio proprio a 500 metri dal luogo del delitto ma giura, dinnanzi ai giudici, di non avere visto nulla.

Questa vedetta, in vigile servizio, che non ha visto passare nessuno in direzione le Casermette è un altro mistero che aggrava il caso Rea.

Dal referto autoptico risulta che Melania sarebbe stata uccisa prima delle 15:00 ma per spegnersi avrebbe impiegato tra i 20 ed i 30 minuti.

Attenzione: questo dato è assai rilevante, esso, infatti, indicherebbe una azione omicidiaria immediata e “fugace”. Per rispettare gli orari definiti dall’autopsia, posto che Parolisi e sua moglie raggiunsero le Casermette non prima delle 14:40, l’omicidio si sarebbe dovuto consumare subito dopo l’arrivo a Ripe. Se le coltellate fossero state inferte alle 14:40 Melania sarebbe spira circa alle 15:00. Ed ecco che al Parolisi sarebbero rimasti 30 minuti per pulirsi, cambiarsi d’abito e raggiungere Colle San Marco. Per percorrere la strada più agevole e veloce che collega Ripe di Civitella alle altalene di Colle San Marco sono necessari tra i 12 ed i 15 minuti.

azione omicidiaria reaIl percorso più breve per raggiungere il Pianoro passa sotto quella che il 18 aprile 2011 fu la postazione della vedetta Colasanti. Il mistero qui si infittisce perché il militare in appostamento avrebbe “perso” non uno ma due passaggi dell’autovettura incriminata.

Parolisi ha potuto fare tutto questo con tanta velocità e senza essere visto? Come è sfuggito alla osservazione della vedetta?

A ciò si aggiunga l’assenza dell’arma e di tracce ematiche sui vestiti come sull’autovettura dell’imputato.

giubbino di melania reaSul giubbino di Melania (precisamente sul braccio destro di esso) sono state rinvenute tracce di DNA maschile non del marito e sconosciuto, sul suo corpo, invece, è stata repertata una fibra pilifera (con buona probabilità un capello) anch’essa maschile e di provenienza ignota.

A fronte di ciò e in ragione della completezza delle indagini il GUP nell’udienza dello scorso venerdì 30marzo 2012 ha ordinato il prelievo del DNA su due operai macedoni che il giorno 18 aprile 2011 lavoravano all’interno della Casa della Misericordi a Colle San Marco nei pressi del monumento ai caduti.

È di queste ore la notizia della richiesta di un terzo DNA prelevato ad un altro macedone, figlio e nipote dei due soggetti già campionati.

Rispetto a tali prelievi di DNA vanno chiariti alcuni passaggi decisivi:

–          I macedoni in questione non entrano adesso nelle indagini sull’omicidio Rea, essi furono da subito controllati. Uno di loro fu iscritto nel registro degli indagati al fine di perquisirne l’auto che rimase 3\4 giorni sotto sequestro giudiziario e a disposizione dell’autorità inquirente. Dalle tracce segnate dai telefonini, dagli esami sulla vettura come dagli interrogatori risultò l’assoluta estraneità dei soggetti alla scomparsa di Melania.

–          Oltre agli operai macedoni, almeno altre 2 persone si trovavano il 18 aprile 2011, esattamente nei momenti della scomparsa di Melania, sulla strada che dalle altalene del Colle va verso le toilette in cui la donna avrebbe dovuto recarsi secondo la ricostruzione della scomparsa operata dal marito. Tutti sono stati controllati ed estromessi dalla scena del crimine.

–         cane molecolare caso melania rea Il cane molecolare che ha cercato Melania nell’imminenza della sua scomparsa ha fermato la sua corsa presso il monumento dei caduti. Pochi giorni prima (una settimana circa prima del delitto) la famiglia Parolisi aveva trascorso una giornata al Colle con gli amici e si sospetta che il fiuto del segugio abbia rintracciato quella traccia pregressa della donna. Il 30 maggio in aula deporrà un esperto cinofilo.

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