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Le mamme migliori del mondo sono italiane

Secondo Joe Queenan,opinionista del Wall Street Journal, le migliori mamme del mondo sono quelle italiane

Licia

di Mamma Licia

05 Aprile 2012

mamme italianeLe migliori mamme del mondo?

Sono le italiane.

E lo dice un uomo, Joe Queenan, opinionista del Wall Street Journal.

«Parlando dalla mia personale esperienza, le madri migliori sono le italo-americane, in parte perché sono calde e affettuose, ma soprattutto per i manicotti […]. Le mamme italo-americane amano i loro figli, si occupano di loro, li difendono, e per questo i loro bambini crescono come pilastri della società».

Nel suo articolo, Joe Queenan ha passato in rassegna i vari saggi (già pubblicati o in fase di pubblicazione) che trattano il tema della etnia&maternità ed in cui viene proclamata, di volta in volta, come “la migliore” la mamma che appartiene ad un Paese e ad una cultura in particolare.

mamma tigreE così, nel saggio Perché le madri cinesi sono superiori, Amy Chua, una professoressa di legge alla Law School dell’Università di Yale, decanta le virtù della mamma-tigre che ha fatto della disciplina, del rigore, della severità e della inflessibilità le sue doti forti.

In I bambini francesi non buttano via il cibo, Pamela Druckeman esalta le qualità della mamma francese sottolineando come ella non permette ai figli di mangiare fuori dai pasti, vieta loro i cibi spazzatura, non li soffoca con ansie e timori, e al parco giochi li lascia giocare da soli, senza interagire con loro.

Nel saggio Incredibili Incas, la boliviana Atahualpa Vargas asserisce che “le mamme migliori del mondo vengono da La Paz” per la loro devozione e stoica determinazione con i loro bambini.

In Come i gallesi hanno inventato la moderna maternità, il professor Addfwyn Griffith sottolinea l’eccezionale dote delle mamme gallesi che tengono la bocca chiusa e non ricordano di continuo ai loro figli quanto siano speciali.

mamme italianeE ancora, in Super mamme dalle Fiji si sostiene che la mamma fijiana riesca a non ridursi ad uno straccio per intrattenere i suoi bambini perché può contare sul clima favorevole delle Fiji che le consente di far giocare i figli tutti i giorni all’aria aperta.

E la mamma mongola, di cui si parla nel libro Matriarche dello Yurt, si trova avvantaggiata perché che il marito non è mai in casa e questo le permette di crescere i figli tranquillamente senza doversi preoccupare di un uomo che ogni sera torna a casa di cattivo umore.

Ma la mamma italiana, anzi per l’esattezza italo-americana, sembra essere la migliore fra le migliori. Perché lei è dolce, lei è affettuosa, nutre i suoi bambini non soltanto con i suoi buonissimi manicaretti ma anche con il suo calore; la mamma italiana ama i suoi figli, è dedita a loro e li difende a spada tratta. E tutto ciò rende i bambini italiani forti e sicuri, e li stimola ad assumere il loro futuro ruolo di pilastri della società.

Ma sarà vero tutto questo? 

mamme italianeC’è un bellissimo saggio, forse ancora troppo poco conosciuto, di Donald W. Winnicott, tradotto in italiano da Armando Editore e che si intitola “Sviluppo affettivo e ambiente. Studi sulla teoria dello sviluppo affettivo, in cui questo grande psicanalista inglese, anch’egli forse troppo poco conosciuto, ha formulato l’idea della “madre sufficientemente buona”, una madre cioè che nell’educare i suoi figli, lungi dal voler rincorrere una perfezione ed una infallibilità, che non sono comunque alla portata del normale essere umano, è un genitore “passabile”, cioè un genitore che con le sua ansie, le sue preoccupazioni, i suoi sensi di colpa, educa comunque bene i suoi figli, compensando i tanti, fisiologici, errori educativi (dovuti semplicemente all’intensità del coinvolgimento emotivo) con altrettante occasioni in cui si comporta in modo giusto con loro.

Accanirsi nel voler raggiungere la perfezione nell’essere genitore è solo di ostacolo a quell’atteggiamento di tolleranza verso le altrui e le proprie imperfezioni, incluse quelle dei figli, che rende possibili rapporti umani decenti. 

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