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Umberto Bossi si è dimesso non è più il Segretario Federale della Lega Nord

La notizia risuona come una di quelle cose alle quali si stenta a credere: Umberto Bossi si è dimesso dalla carica di Segretario Federale della Lega Nord.

di Mamma Filo

06 Aprile 2012

Le dimissioni presentate dal Senatur sono irrevocabiliL’ annuncio è giunto dalla sede storica di via Bellerio’, dalla quale subito si sono levati all’ unisono i cori ” Bossi, Bossi “ da parte dei militanti all’esterno della sede del Partito.
Le dimissioni presentate dal Senatur sono irrevocabili e si stanno già valutando le diverse possibilità di sostituzione.
Quella che sembra prendere più forma è quella di un gruppo a tre, costituito da Maroni, Calderoli e Giorgetti.
Nel frattempo continuano ad emergere alcune indiscrezioni sulle indagini intraprese dalle procure milanese, napoletana e calabra sull’ex tesoriere della Lega, Belsito, e sui suoi particolari movimenti economici.
Risulta esserci un’intercettazione telefonica che coinvolge la Responsabile Amministrativa della Lega Nord, Nadia Dagrada, che parla del “nero” che Umberto Bossi tempo addietro avrebbe versato al Partito. Secondo gli investigatori questi fondi potrebbero anche essere denaro sporco proveniente da tangenti o frutto di corruzione; lo stesso denaro veniva poi girato al Senatur e ai propri familiari.
Ieri è stata anche perquisita la cassaforte dell’ ex tesoriere Belsito, nella quale sono stati trovati, e sucLe dimissioni presentate dal Senatur sono irrevocabilicessivamente sequestrati, documenti utili alle indagini, tra cui una cartella di documenti con l’ intestazione ” The family” e dei carnet di assegni tra i quali uno che riportava la scritta Umberto Bossi che si riferisce al conto corrente bancario sul quale vengono depositati anche i contributi per la Lega Nord.
Dalla telefonata intercettata trapela l’ intenzione di voler allontanare il Leghista ed ex Ministro Castelli che aveva manifestato l’intenzione di voler controllare i conti, e che avrebbe così messo gli occhi sulle uscite bancarie dal conto del partito a favore della famiglia Bossi.
Ieri Renzo Bossi, secondogenito del leader leghista, aveva tenuto a precisare come nè lui nè la sua famiglia avessero mai preso denaro dalle casse del partito ma, tra quello che emerge al momento dagli atti, lui e la fidanzata avrebbero provveduto a portar via dLe dimissioni presentate dal Senatur sono irrevocabilialla sede della Lega Nord i fascicoli riguardanti la casa, presumibilmente quella per la cui ristrutturazione si crede siano stati usati i soldi del Partito.
Nelle intercettazioni telefoniche si ascolterebbero anche le parole di un altro indagato, Stefano Bonet, che parla di denunce ai danni di Belsito per le tangenti ricevute da Fincantieri.
Insomma quello che si sta levando attorno alla Lega Nord e al suo fondatore è un gran bel polverone, e sta coinvolgendo sempre più persone oltre all’ ex tesoriere, che in un primo momento era stato additato come unico responsabile della truffa; non ci resta che attendere fiduciosi il lavoro degli inquirenti.

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