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Lega Nord riparte da Maroni: Bossi parla di complotto ma chiede scusa per i suoi figli

A Bergamo nella notte dell'Orgoglio padano la Lega tenta la sua resurrezione dalle macerie del danaro “mal gestito” e ricomincia da Maroni.

di Mamma Filo

11 Aprile 2012

da bossi a maroni lega nordI militanti della lega vengono chiamati in adunata a Bergamo perché la Lega non deve morire.

In realtà il partito della lega nord non pare affatto condannato a morte certa, tutt’altro. Sembra che per il popolo della Padania sia in qualche modo giunto il tempo di un ambito cambiamento. Il volto “nuovo” della Lega, colui che si impone alla comunità elettorale come garante, è Maroni.

Roberto Maroni,  che di politica sa trattare, ex ministro dell’interno e leghista convinto, domina il palco e parla da leader:

«Sono giorni di passione e di dolore – dice – per l’onta che abbiamo subito di essere considerati un partito di corrotti. Sono momenti di dolore per noi, per i militanti, per Bossi che non si merita quello che è successo. Ho provato anche personalmente orrore per le accuse di collusione con la N’drangheta e la Mafia: è inaudito. Orrore. Ma è anche oggi il giorno dell’orgoglio di essere leghisti. La reazione che vediamo stasera è di quanti non ci stanno e vogliono ripartire: stasera noi ripartiamo. la Lega non è morta e non morirà mai, riparte da qui. La storia della Lega è di tanti anni. Torniamo ad essere la Potentissima e non ci sono cerchi che tengono. Ma dobbiamo fare pulizia. Inaccettabile la violazione del nostro codice morale. Noi siamo diversi dagli altri partiti: chi sbaglia paga. Chi sbaglia paga senza guardare in faccia nessuno.>>

Bossi, da parte sua, se non è sconfitto è quantomeno piegato ad una amara resa: deve lasciare il comando. Dal palco di Bergamo questa mesta resa appare chiaramente; china idealmente il capo il Senatur e, pur tentando una dovuta difesa dei suoi cari, bacia la bandiera leghista affidandola alle cure di Maroni.

Ecco cosa ha confessato Bossi dal palco di Bergamo:

<<I miei figli? Li ho rovinati io facendoli entrare nella Lega. Dovevo fare come Berlusconi che i suoi figli li ha scandalo lega bossi difende i figlimandati all’estero a studiare lontani dalla stampa di regime. E’ stata una persecuzione, i miei figli volevano collaborare, sbagliai, dovevo mandarli via era l’unico modo di salvarli. E mi piange il cuore. Vi chiedo scusa per chi porta il mio nome. Canaglia giornalistica, hanno raccontato menzogne, sono prezzolati, farabutti al servizio del sistema. Ma quello che è avvenuto, è avvenuto. I parenti di primo e secondo grado non devono più lavorare nella Lega. Coinvolgendo loro succedono pasticci e si mette in crisi la Lega>>.

Roberto Maroni resta il vero e l’unico trionfatore, quello che rimanendo lontano dalle losche vicende interne al partito, oggi rivendica le ragioni ideali della lega e se ne fa autonomamente carico.

Ma cosa è accaduto? Partiamo dalle accuse a Renzo:

” Non ce la faccio più, non voglio continuare a passare soldi al figlio di Umberto Bossi in questo modo: è denaro contante che ritiro dalle casse della Lega a mio nome, sotto la mia responsabilità. Lui incassa e non fa una piega, se lo mette in tasca come fosse la cosa più naturale del mondo. Adesso basta, sono una persona onesta, a questo gioco non ci voglio più stare “.  Con queste dichiarazioni l’ ex autista e guardia del corpo del Trota, incrementa le accuse a carico del neo dimissionario alla Regione Lombardia, Renzo Bossi.

Alessandro Marmello, dopo aver lavorato per tre mesi come autista di Renzo ed assunto dalla Lega Nord Padania a tempo indeterminato dal 2011, racconta la sua verità sui danari di cui poteva beneficiare il figlio di Bossi. bossi e il cerchio magicoSvela come avrebbe avuto accesso libero a del denaro contante per provvedere a tutte le spese previste durante il lavoro: ristoranti, benzina o manutenzione delle auto erano voci contemplate nel “capitolo spese” a favore di Bossi figlio e non mancavano spese personali di Renzo.
Alessandro Marmello dichiara che per ricevere quel denaro gli bastava recarsi direttamente nell’ ufficio di via Bellerio e firmare un semplicissimo foglio, col quale poteva richiedere al massimo 1000 Euro per volta.
Dopo aver ritirato più di una volta il denaro per conto di Renzo Bossi – a detta dello stesso Marmello – l’ uomo avrebbe iniziato a chiedersi se la cosa fosse possibile e soprattutto lecita. Lo “scomodo” autista avrebbe anche chiesto informazioni in merito all’ ex tesoriere Belsito, che non gli avrebbe fornito esaustive spiegazioni. Ma a quanto pare l’autista non voleva continuare a ritirare a suo nome il danaro destinato al Trota e proveniente dalle casse di via Bellerio.
Marmello nell’ intervista al settimanale ” Oggi ” si definisce il bancomat di Renzo Bossi, lui andava, ritirava e l’ emergente politico intascava come se nulla fosse.
Al momento i Pm continuano ad indagare, muovendosi tra accuse di truffa ai danni dello stato e riciclaggio.
Facciamo un riepilogo dei protagonisti dello scandalo Lega Nord:
Renzo Bossi: il Trota!
Uno dei quattro figli del leader del Carroccio e da poche ore ex Consigliere Lega nord Pontida scandalo soldidella Regione Lombardia. Appena scoppiato lo “scandalo Belsito” dichiarò di non aver mai preso soldi ma dai dati emersi dalle intercettazioni e dai documenti di Belsito, la verità sembra decisamente un’ altra.
Riccardo Bossi
Il primogenito dei figli del Senatur, avuto dalla prima moglie. Pur non seguendo la carriera politica come ilfratello, il suo nome è ricollegato allo scandalo perchè sembra – da quanto afferma la Segretaria Amministrativa Nadia Dagrada – che anche per lui siano stati utilizzati i fondi destinati al partito, per coprire spese private come avvocati, auto e cartelle esattoriali.
Manuela Marrone
Seconda moglie di Umberto Bossi, fondatrice della scuola padana Bosina, alla quale avrebbe versato fondi riconducibili al partito, oltre a svariati prelevamentidi denaro. scandalo lega nord
Francesco Belsito
L’ ormai famoso ex tesoriere della Lega Nord è il personaggio chiave dell’ intera vicenda; era la sua la cassaforte che è stata perquisita e che nascondeva tutti i documenti sotto indagine al momento.
Stefano Bonet
Soprannominato lo shampato; l’ imprenditore veneto sarebbe coinvolto in affari con Belsito e con alcuni investitori di un importante cosca della’ndrangheta.
Nadia Dagrada
Segretaria Amministrativa della Lega ed ex braccio destro di Belsito, sono proprio le loro infatti le numerose intercettazioni al momento al vaglio, che denunciano l’ esistenza di fondi neri edi tutte le irregolarità finanziarie del Partito necessarie al mantenimento della ” The family “.
Rosi Mauro
Vice presidente al Senato e fondatrice del Sinpa, Sindacato Pagano. A lei sono inputate le spese per il conseguimento dei diplomi e delle lauree sua e del fidanzato. Al lega nord fiero padanomomento, dopo le richieste di rinnovamento e di pulizia pervenute dagli altri esponenti dellaLega che le chiedendole dimissioni dalla carica in Senato, continua a rigettare la proposta delle dimissioni e ad dichiararsi estranea ai fatti.
Roberto Calderoli
Da anni nella Lega, ex collaboratore di Bossi ed ex Ministro delle Semplificazioni, alcune intercettazioni della Degrada lo vedrebbero come beneficiario di diversi “regali ” ricevuti da Belsito ma prontamente smentisce le accuse,rispondendo che non esistono accuse nei suoi riguardi.
Speriamo che col progressivo avanzamento delle indagini, non vengano fuori altri nomi di ” fortunati ” destinatari di misteriosi regali economici, anche perchè il Senatur ha ben 4 figli ….. e se gli altri due ci costano come Renzo e Riccardo allora stiamo messi bene!

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