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Piermario Morosini muore in campo, morte improvvisa per arresto cardiocircolatorio

Piermario Morosini muore in campo durante la partita Pescara - Livorno. Morte improvvisa per arresto cardiocircolatorio. A 25 anni Piermario si spegne sull'erba verde del campo da calcio ove ha consumato la sua vita e oggi lascia impresso il suo nome a testimoniare passione, orgoglio e fierezza.

Federica Federico

di Federica Federico

15 Aprile 2012

Piermario Morosini muore in campoLo sport è dei giovani e i giovani sono lo sport, incarnano la forza, la grinta la tenacia, l’ambizione a migliorare e crescere che lo sport richiede e pretende.

Mai l’attività sportiva dovrebbe combinarsi col dolore della morte, eppure a volte tristemente accade.

Ieri, durante la partita Pescara – Livorno al 29°minuto di gioco, sul campo di calcio cade Piermario Morosini 25 anni e una vita calcistica in ascesa.

Lontano dall’azione e dall’area di gioco, il giovane giocatore improvvisamentePiermario Morosini muore in campo si accascia; sembra rialzarsi ma le forze non gli bastano, si trascina per meno di qualche metro mentre alcuni colleghi già alzano le braccia al cielo per invocare i soccorsi.

Pochi istanti, un giovane corpo che lotta contro un male improvviso e inarrestabile, un fisico atletico che fiero vorrebbe risollevarsi e reagire ma non può e crolla sul campo verde … sul campo che fu la sua passione e la sua speranza.

Piermario Morosini muore: i medici, nell’attesa dell’autopsia, dichiarano che si tratta di una morte improvvisa con buona probabilità determinata da una crisi cardiaca con arresto cardiocircolatorio.

La Feder Calcio sospende tutti i campionati.

Le condizioni del giocatore appaiono subito gravissime. In campo Piermario Morosini viene defibrillato e gli viene praticato un massaggio cardiaco nell’attesa dell’autoambulanza. Qualcuno sostiene che lì sull’erba del campo da gioco il destino funesto del giocatore fosse già segnato. Di fatto, però, il mezzo di soccorso tarda ad arrivare.

Si saprà poco dopo che il varco d’accesso al campo di gioco era bloccato: l’ingresso dei sanitari sarebbe stato impedito da un’autovettura dei vigili urbani lasciata in divieto di sosta e pare, tra l’altro, che per rimuoverla un carabiniere abbia rotto un finestrino.

Piermario Morosini arriva all’ospedale Santo Spirito in coma farmacologico e con un pacemaker provvisorio. I sanitari tentano con ogni mezzo la rianimazione, gli interventi sul giocatore durano 1ora e mezza, alle 17:00 viene diffusa la triste notizia del decesso.

I sanitari non possono che parlare di morte improvvisa, a monte potrebbe esserci un infarto o una malformazione cardiaca, lo stabilirà con certezza solo l’autopsia.

Il primo massaggio cardiaco lo ha operato in campo Claudio D’Arcangelo massaggiatore del Pescara. Malgrado le condizioni del giovane fossero evidentemente critiche, D’Arcangelo dichiara che il giocatore pareva essersi ripreso dopo i primi interventi medico-sanitari a bordo campo.

Piermario Morosini morto in campo lutto I compagni di squadra, increduli e vinti dal dolore hanno lasciato presto il campo, si sono recati nel nosocomio pescarese per sincerarsi delle condizioni del compagno e ne sono usciti in lacrime. Lì, fuori dal pronto soccorso, i tifosi, il loro applauso caldo e avvolgente ha abbracciato quei ragazzi tristi e ha salutato Piermario.

Tutta Livorno è in lacrime. Il giocatore vestiva la maglia del Livorno da Gennaio, era arrivato alla società in prestito dall’Udinese.

Un giovane fiero e tenace Piermario Morosini, la sua giovane vita è stata tutta in salita. Rimase orfano di padre e madre quando era ancora un ragazzo. Il decesso del padre avvenne per un infarto, lo stesso male che oggi porta via l’astro nascente di Piermario, al mondo del calcio, ai suoi tifosi ed agli affetti più cari. Morosini giocava con nobiltà d’animo e passione, in un’intervista di qualche tempo fa, parlando della morte suoi genitori,  ha dichiarato: << Sono cose che ti segnano la vita ma che allo stesso tempo ti aiutano a dare sempre il meglio per quello che era un sogno anche dei miei genitori: diventare un buon calciatore>>.

Si era preso cura del fratello e della sorella disabili, il primo lo aveva lasciato morendo tragicamente.

Calcisticamente Morosini era cresciuto nell’Atalanta, venduto poi all’Udinese che lo aveva mandato “a farsi le ossa” in serie B, da gennaio si faceva onore nel campo del Livorno. Aveva dato lustro anche alla nazionale giovanile.

Non aveva ancora 26 anni questa stella che si spegne e ci lascia … Addio Piermario.

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