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Melania Rea: Salvatore Parolisi non ha mai chattato con i trans

Melania Rea: Salvatore Parolisi non ha mai chattato con i trans, lo dimostra la consulenza tecnica di parte

Federica Federico

di Federica Federico

17 Aprile 2012

Melania Rea: Salvatore Parolisi non ha mai chattato con i transLa Difesa di Salvatore Parolisi ha Presentato alla Procura di Teramo una querela contro ignoti per violazione del segreto istruttorio.

Origine e causa dell’esposto è la notizia dei presunti rapporti che Salvatore Parolisi avrebbe intrattenuto in rete con diversi transessuali. La difesa, forte della perizia di parte appena completata dall’ingegnere Paolo Reale, sostiene che Salvatore non abbia mai intrecciato rapporti di nessun tipo con nessun transessuale. Secondo il collegio difensivo, l’ex caporal maggiore sarebbe stato leso dalla divulgazione di una notizia infondata e non corrispondente a verità.

Le chat in cui Parolisi avrebbe “virtualmente incontrato dei transessuali” non sarebbero mai esistite, Salvatore non avrebbe mai avuto alcun interesse verso questi soggetti a lui assolutamente estranei e sconosciuti.

Intanto è dallo scorso agosto che si parla diffusamente di rapporti costruiti in rete dall’indagato ed implicanti anche contatti con trans. L’avvocato Federica Benguardato dal salotto televisivo di Rai uno, a La Vita in Diretta, spiega che la notizia delle chat trans è stata diffusa in fase investigativa, come una indiscrezione malamente trapelata, è uscita senza attendere i debiti accertamenti e approfondimenti giudiziari. È una indicazione errata portata alla attenzione della stampa in violazione del segreto istruttorio.

  • Perché i legali dell’ex caporal maggiore parlano di violazione del segreto istruttorio?

L’avvocatessa chiarisce che il “pettegolezzo” sulle presunte chat è stato reso pubblico prima ancora che Parolisi sedesse dinnanzi al Tribunale del Riesame, in piena fase investigativa e, dunque, quando gli atti delle indagini erano ancora coperti dal segreto istruttorio.

Di fatto, però, i Ros hanno esaminato i computer del Parolisi e certamente in uno di questi hanno trovato tracce di siti compromettenti e indirizzi di transessuali.

  • L’uomo comune, a questo punto, si chiede cosa ci facessero i riferimenti ai transessuali su uno dei personal computer di Salvatore Parolisi? Come è possibile che tra i contatti dell’ex caporal maggiore figurassero una serie di “indirizzi dubbi”?

La risposta a queste domande sembra emergere con chiara evidenza dalla consulenza di parte dell’ingegner Paolo Reale:

Melania Rea: Salvatore Parolisi non ha mai chattato con i transsul computer di Parolisi risulterebbero più tracce di siti e indirizzi compromettenti non perché Salvatore avesse avuto contatti con i trans o praticasse siti hot ma semplicemente perché all’indirizzo dell’ex caporal maggiore erano state inviate richieste di amicizia da parte di questi soggetti. Richieste di contatti a cui Salvatore non ha mai risposto.

E l’indagine ulteriore, condotta al di fuori delle tracce telematiche, dimostrerebbe che Parolisi non è mai entrato in rapporto con alcun transessuale.

Il collegio difensivo di Parolisi, in carcere da 272 giorni, si adopera per tutelare anche l’onore e la rispettabilità del proprio assistito rivendicando il diritto di tutti ad una verità certa e perfettamente corrispondente ai fatti.

La zia di Melania Rea, Teresa Capone, ricorda che sul persona computer incriminato vi erano anche immagini di transessuali e di atti da questi compiti. Il possesso delle immagini presuppone l’accesso, l’uso e la fruizione di un sito? È indice di un contatto attivo? Quello della difesa è un tentativo di “depurare” l’immagine pubblica del marito traditore e bugiardo?

Va sottolineato, ad onor del vero, che il presunto interesse del Parolisi per il mondo transessuale è rimasto del tutto estraneo all’impianto accusatorio. Infatti i trans non entrano nell’impianto accusatorio né partecipano al presunto movente, ciò perché, indipendentemente dalla perizia di parte, è stato subito accertato che Salvatore non ha intrattenuto rapporti materiali con alcun trans ed i soggetti “eventualmente conosciuti in rete” sono stati esclusi dalla scena del crimine.

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