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Green Hill: i beagle liberi

Green Hill: qualche cane salvato, attivisti finiti in carcere e oraliberati, il silenzio del Senato... per quanto ancora sarà consentito l'allevamento di cani destinati alla vivisezione?

Simona

di Mamma Simona

03 Maggio 2012

E’ stata una disobbedienza civile che ha incontrato la solidarietà di tutt’ Italia ma non solo, tutto il mondo si è mobilitato per fermare il massacro che si perpetua indisturbato nell’allevamento lager di Green Hill a Montichiari.

48 ore… tanto è durata la detenzione dei 12 animalisti attivisti che durante l’ultima delle tante manifestazioni davanti a Green Hill per chiedere che l’attività macabra venga sospesa, stanchi di essere inascoltati e forti di essere la voce di un popolo intero che li sostiene, hanno fatto irruzione e “rubato”… o forse più corretto dire…”liberato” quanti più cani potevano.

Erano cuccioli, cagnoline incinte di beagle, il cui destino sarebbe stato segnato da morte, percepita come liberazione dalle violenze e torture a cui questi cani sono sottoposti per tutta la vita, senza mai ricevere una carezza fatta con affetto, ma solo un trattamento sterile come oggetto da cavia quali sono.

Sono cani che per tutta la vita non conosceranno la luce del sole, le loro zampe non toccheranno l’erba fresca che solletica i cuscinetti delle zampe, non faranno mai una corsa liberatoria su un prato, non saranno mai liberi di vivere.

In barba alla morale e etica di cui noi, popolo occidentale, progredito, evoluto, ci riempiamo la bocca, quei poveri, innocenti esseri viventi non hanno diritto alla vita, violentati nella loro natura e dignità, maltrattati, torturati per nulla… perché la vivisezione è un’inutile barbaria che fa dell’uomo la bestia più crudele che esista al mondo.

Il blitz di sabato pomeriggio verrà ricordato come simbolo della battaglia contro la vivisezione.

Dei cani sono stati strappati a morte certa, qualcuno riporta un numero imprecisato, unaventina, altri parlano di trenta cani, chi c’era racconta che i beagle salvati erano 70.

…70 anime che rinasceranno, accolti dalle braccia della salvezza, quelle degli animalisti che hanno sfidato il filo spinato per dare loro la giusta libertà che mai hanno conosciuto.

Siamo sicuri che verranno amati, coccolati, vezzeggiati come è giusto che sia.

Da una parte la gioia perla loro salvezza, dall’altra la tristezza per chi dallo stabulario, dalla gabbia, non è uscito e guardava i fratellini e le sorelline salvati dall’azione di quegli angeli, attraverso il quadro della rete metallica che separa le gabbie.

Come è possibile che si perpetui tanta crudeltà? Come è possibile che rimanga impunita?

Il senato dormiente è troppo impegnato ad escogitare nuove formule di tassazione per sanare i debiti di un malgoverno pluridecennale, per occuparsi di questioni di “second’ordine”… ma la gente è indignata, è schifata dal silenzio, dal disinteresse dei nostri politici per la vita verareale, quella fatta di concretezze e non di demagogia.

Il popolo dovrebbe essere sovrano e i politici deputati a rappresentarlo.

Manifestazioni, petizioni, richieste perfino da oltreconfine sono giunte ai vertici della politica affinché si intervenga sulla questione… finora tutte ignorate!

In parlamento l’approvazione del disegno legge che vieta in Italia la vivisezione su cani, gatti e primati, è passato all’inizio dello scorso autunno. Da allora è fermo in senato in attesa di approvazione.

Sei mesi d iindifferenza…. quante vite di cani sarebbero state risparmiate?

Sono 250 i “beagle” che ogni mese escono da Green Hill destinati ai laboratori di vivisezione di tutta Europa.

1.500 croci sulle spalle dei nostri senatori…. ma l’inadempienza del loro lavoro non è contemplata.

Ad essere fuorilegge sonoi 12 attivisti che hanno liberato i beagle, compiendo atti illegali di disobbedienza civile, spinti dall’esasperazione per non essere ascoltati. Le pesanti accuse nei loro confronti hanno giustificato la detenzione di due giorni, dalla maggioranza della gente ritenuta”sproporzionata” rispetto all’azione, ma poi il Gip è stato costretto al loro rilascio, anche per pressione dell’opinione pubblica. Tante richieste sono giunte al Ministro della Giustizia Paola Severino, anche dall’ex sex symbol francese Brigitte Bardot che dedica la sua vita alla difesa degli animali.

Associazioni animaliste, rimbalzo mediatico in rete (anche Anonymous ha mostrato la propria solidarietà alla causa animalista!), nuove manifestazioni in programma per i prossimi giorni… per quanto tempo ancora le 3 scimmie della politica “non vedo, non sento, non parlo”, potranno perpetuare il loro silenzio?

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