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Bergamo imprenditore ha tenuto in ostaggio 15 dipendenti di Equitalia

Arrestato Luigi Martinelli, imprenditore del bergamasco che ieri ha tenuto in ostaggio 15 dipendenti dell' Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia (BG).

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

04 Maggio 2012

crisi economicaIeri pomeriggio, verso le ore 16 circa, gli italiani sono stati spettatori dell’ ennesimo gesto di disperazione dettato dalla crisi economica.

Questa volta però il protagonista, Luigi Martinelli, imprenditore 54enne della provincia di Bergamo, non si è tolto la vita (sarebbe stato il 33° suicidio dall’inizio dell’anno), bensì ha deciso di irrompere e prendere in ostaggio i 15 dipendenti della sede dell’Agenzia delle Entrate (Equitalia) di Romano di Lombardia (BG).

Armato di fucile a pompa e 2 pistole, quest’ultime ritrovate nello zaino che aveva con se, l’ uomo ha fatto irruzione nell’ agenzia, ha urlato “Uscite tutti”, riferendosi ai clienti presenti, ha sparato due colpi in aria, senza ferire nessuno, ed ha tenuto in ostaggio i dipendenti presenti nel locale.

suicidi crisi economicaImmediato l’intervento delle forze dell’ordine che hanno tentato di convincere l’imprenditore a rilasciare gli ostaggi, riuscendoci in seguito, ottenendo la liberazione di 14 di essi dopo aver acconsentito alla condizione imposta dell’uomo: raccontare ai giornalisti la sua storia costellata da gravi problemi economici.

Dopo sei ore anche l’ultimo prigioniero, il 56enne Carmine Mormandi, è stato liberato, grazie anche alla resa di Martinelli, successivamente arrestato e condotto per l’interrogatorio alla caserma dei carabinieri di Romano di Lombardia, dove si trova attualmente.

suicidi crisiCrisi, problemi economici, disperazione, insani gesti, un mix che continua a mietere vittime in tutto il nostro logorato Paese, messo in ginocchio dagli aggravi fiscali e dalla costante richiesta di sacrifici da parte dei politici.

Sacrifici che gettano nello sconforto più totale chi non riesce più a sostenere il peso dei debiti, logorato dalla paura di non farcela.

Dopo tanti suicidi, questo è il primo andato a “buon fine”, sì ma per chi?

L’artefice sarà comunque incriminato, aggiungendo un altro debito alla sua lunga lista, quello con la giustizia.

Ma siamo sicuri che al prossimo tentativo (perché, sono sicura, ce ne sarà sicuramente un altro) andrà altrettanto bene? 

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