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Giornata mondiale contro la pedofilia

Giornata Mondiale contro la pedofilia, 5 Maggio

Simona

di Mamma Simona

05 Maggio 2012

 La pedofilia è un argomento che spaventa.

Un mostro della cui esistenza siamo a conoscenza ma che allontaniamo dalla nostra sfera perché convinti che non ci appartenga.

Eppure sappiamo che non è così.

Si nasconde ovunque, i fatti di cronaca purtroppo lo confermano.

Dietro agli occhiali spessi dell’insegnante, sotto la tonaca del prete, nel pallone dell’allenatore, tra i vicini di casa, i parenti, gli amici e perfino i familiari.

Come genitori mettiamo in atto meccanismi di protezione a tutela dei nostri figli perché non incorrano in situazioni promiscue, di pericolo.

Riponiamo fiducia nei confronti di chi gode della nostra stima, affinché tuteli il benessere del bambino, sovraintenda al suo percorso di crescita in nostra assenza, a scuola, in un contesto ludico, durante la pratica sportiva e in tutte quelle occasioni in cui il bambino è protagonista.

L’atteggiamento giusto è quello di apertura poiché il bambino deve poter godere dell’accesso ad esperienze che contribuiscano alla sua crescita.

Carpare le ali ad una farfalla in volo equivale ad ucciderla.

Privare un figlio di esperienze a causa delle paure del genitore, equivale a castrare la sua voglia di vivere.

Lo strumento che abbiamo in qualità di genitori è il controllo che dobbiamo usare per vagliare le situazioni, per riconoscere il rischio, l’ambiguità mettendo in campo tutte le nostre capacità, ascoltando le sensazioni e il sesto senso.

Certo, tutto questo non basta. Il pericolo non verrà eliminato ma quantomeno limitato.

I bambini e adolescenti vittime di pedofilia sono esseri cui viene strappata l’infanzia, l’innocenza con la più brutta delle violenze fisiche che un adulto possa perpetuare: la violenza dell’intimo.

E’ un atto brutale che passa dal corpo e crea una voragine, un senso di vuoto e di abbandono.

Quasi sempre il pedofilo conosce la sua vittima, che di lui si fida, poiché i bambini ripongono fiducia nell’adulto che dovrebbe essere deputato a difenderli, a proteggerli.

Anche per questo il tradimento è tanto più grave.

La giovane vittima perde fiducia negli adulti, ha paura e questo può indurre a non denunciare la violenza.

Il timore di non essere compreso, creduto, di ritorsioni da parte del carnefice, il senso di abbandono derivante da una mancata protezione, inducono il bambino a chiudersi in se stesso, nel proprio dolore, evitando di cercare aiuto, prova un ingiusto senso di vergogna perciò che gli è successo.

Sono gli adulti che fanno parte della sfera quotidiana del bambino che devono interpretare questi segnali che fungono da campanelli di allarme, genitori e insegnanti in primis.

Una drastica caduta del rendimento scolastico, il disinteresse per gli amici, per gli avvenimenti, la comparsa di eccessiva timidezza, la chiusura del bambino verso gli stimoli, la mancanza di loquacità, di dialogo, l’ombrosità, gli scatti d’ira sono solo alcuni dei mutamenti che devono allertare e che necessitano la ricerca di una motivazione.

E’ vero che nel passaggio dei bambini dall’infanzia alla pubertà, avvengono tanti cambiamenti che passano per un processo enorme di crescita, a volte portando a comportamenti simili a quelli descritti e dunque si può scambiare una difficoltà per un normale percorso di crescita. Vale comunque la pena sondare, senza aggredire il bambino con un interrogatorio di terzo grado, ma studiando la situazione nel complesso, ricavando elementi necessari per affrontare il discorso con delicatezza.

Spetta a noi adulti rompere il muro del silenzio, riconquistare la sua fiducia perché la vittima si possa nuovamente fidare dell’adulto, sentirsi accolto e farsi curare le ferite fisiche e psicologiche.

Il dramma peggiore si perpetua quando gli adulti di riferimento, pur sapendo, fanno finta di ignorare l’accaduto.

Ciò avviene per ignoranza.

Si preferisce celare tutto per “non avere problemi”, per evitare di coinvolgere persone con cui si crede di non riuscire a sostenere il confronto o che rivestono una posizione che spaventa, che mette in soggezione.

A volte nell’adulto prevale la vergogna per l’accaduto sul senso di protezione verso il figlio.

Nei casi più estremi si arriva ad incolpare la vittima di aver avuto un ruolo provocatorio, come se la colpa della violenza fosse imputabile al bambino.

Si tratta di situazioni assurde, ma purtroppo molto più frequenti di quanto si possa immaginare.

E’ anche per questo motivo che tutti gli adulti, che sono vicini al bambino, sono deputati a raccogliere segnali di allarme che vengono inviati e che non sono altro che una richiesta tacita di aiuto.

Se non lo facciamo ci rendiamo moralmente complici del reato.

E’ necessario mettere a nudo l’omertà e superarla.

Di contro è importante segua una condanna certa e giusta per il pedofilo, vagliando l’ipotesi di una revisione delle leggi, a favore di un inasprimento delle pene.

In occasione della giornata mondiale contro la pedofilia, dello scorso anno, 2011, l’Associazione Prometeo onlus http://www.associazioneprometeo.org/default.php, stilò una “Carta dei diritti dei bambini abusati” che qui sotto riportiamo:

Ho il diritto di essere creduto.
Ho il diritto di ricevere assistenza terapeutica, medica, sociale, legale, da parte di professionisti preparati.
Ho il diritto di essere rispettato, anche in sede di Tribunale, perché la vittima sono io.
Ho il diritto di essere ospitato (nel caso di abuso familiare) in una struttura adatta a me e rispettosa delle mie esigenze.
Ho il diritto di non essere io a chiedere scusa a chi mi ha fatto del male.
Ho il diritto di decidere da solo se, quando e come perdonare chi mi ha abusato.
Ho il diritto di tornare a vivere e di essere aiutato a farlo.
Ho il diritto di essere accolto in una società che non difenda lui, ma me.
Ho il diritto di poter tornare a frequentare i luoghi a me destinati (scuola, oratorio, palestra, etc.) senza dovermi ritrovare a contatto con il mio abusante.
Ho il diritto di tornare a credere che la legge è davvero uguale per tutti: soprattutto per le vittime!

Per partecipare all’evento della pagina FaceBook contro la pedofilia: https://www.facebook.com/5maggio

 

 

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