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Luigi Martinelli arrestato, colpevole o innocente, vittima della crisi o delinquente?

Luigi Martinelli - ex imprenditore, per fatti risalenti all’epoca in cui aveva ancora la sua impresa viene raggiunto da una cartella esattoriale; attestata un’evasione fiscale l’uomo deve versare allo Stato 1000 euro. Dinnanzi alla cartella esattoriale, pur riconoscendo la violazione della legge e la sussistenza del debito, Martinelli perde la testa.

Federica Federico

di Federica Federico

05 Maggio 2012

Luigi Martinelli arrestato, colpevole o innocente, vittima della crisi o delinquente?In “un giorno di ordinaria follia” Luigi Martinelli si dirige nella sede dell’ Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia, armato di fucile a pompa, due pistole e cartucce e, così, manifesta il proprio dissenso allo Stato.

Una parte del paese assolve Martinelli, la Lega Nord gli mette a disposizione un legale.

Ma perché l’uomo comune tende a mostrare una pacata solidarietà verso questo protagonista di “un giorno di ordinaria follia”? E perché un partito politico si fa carico della sua difesa?

La ribellione contro lo Stato non può passare attraverso la violenza, né attraverso l’accanimento e men che meno il proprio interesse può giustificare la lesione degli altrui diritti. 

Esistono molte realtà sommerse di miseria e fame, di portafogli leggeri e carrelli della spesa vuoti, di bambini con indumenti usati reperiti in parrocchia e di figli mai nati perché i genitori, che pure li desidererebbero, non hanno di che sfamarli. Queste realtà comuni che letteralmente “impediscono” la crescita del paese sono latenti, inespresse e trascurate. Eppure esistono! Sono il risultato di lunghi anni di mal governo ed oggi sono anche il naturale corollario di una crisi inesorabile, crisi dinnanzi alla quale il Governo dei Prof si è dimostrato pavido ed incapace di mettere le mani in tasca ai ricchi.

Luigi Martinelli arrestato, colpevole o innocente, vittima della crisi o delinquente?Ciò posto la “rivoluzione” di Martinelli non ha giustificazioni. Ne ha molte, invece, l’ “oppressione” del lavoratore a nero: il lavoratore fantasma è colui che dall’imprenditore accetta una paga inferiore al necessario per vivere; è colui che produce ma per lo Stato resta “nulla facente” e “nulla tenente”; è colui che vive ed opera in una posizione lavorativa inespressa perché  non dichiarata.

Perché il lavoratore a  nero “supinamente accetta” simili mortificazioni? Lo fa per “lottare”, per “sopravvivere” e per non andare a rubare.

Armarsi di fucile, fare irruzione in un pubblico ufficio e sparare in aria equivale a strappare al Paese sicurezza e forza, equivale a beffare il cittadino onesto che paga la cartella esattoriale conscio di essersi sottratto ad un obbligo di legge perché di fatto non ha pagato le tasse.

Non pagare le tasse non è un comportamento giusto né giustificabile. Tutt’altra cosa è, poi, l’iniquità di certe tasse.

Oggi Martinelli viene visitato dai parlamentari leghisti Roberto Calderoli e Giacomo Stucchi che lo hanno incontrato in cella e agli onorevoli dichiara di avere “combinato un casino”.

Si può sminuire la follia di un gesto violento? Lo si può derubricare come una “perdita di controllo”? E perché si va incontro a Martinelli?

 Il debito che avrebbe mandato fuori di testa Martinelli è di 1.000 euro.

L’uomo avrebbe dichiarato che tale cifra discende da << Mancati pagamenti che ho accumulato negli anni. Non pagavo perché, appunto, ritenevo che fossero imposte ingiuste. E mano a mano il debito è cresciuto. Dopo la chiusura della ditta (un’impresa di pulizie) i pochi soldi che avevo li ho dovuti dare a mio fratello per liquidare una parte di eredità. E così sono finito sul lastrico>>.

Quando Martinelli viene interrogato sulla sua condizione contributiva rivela di avere già avuto problemi col fisco: <<Una storia di evasione fiscale negli anni ’90. Dovevo pagare una multa, c’erano ancora le lire. Alla fine, grazie al condono, me l’ero cavata con dieci milioni di lire>>.

Personalmente, grazie a queste affermazioni, risolvo un mio dubbio. Il dubbio che ho affrontato è stato il seguente:

perché tanta disperazione emerge solo ora? Il declino dell’economia ha avuto un suo percorso tipizzato e strutturato, la crisi non è esplosa all’improvviso.

All’inizio mi ero convinta che la concentrazione dei drammi dipendesse dalla gravità del momento economico. Il caso Martinelli, invece, mi ha aperto una nuova prospettiva: e se la concentrazione del dissenso sociale dipendesse da una esigenza propagandistica di orientamento sociale?

A parte il Governo dei Prof, che è governo tecnico e di emergenza, la politica non offre innovazione: non mutano gli schieramenti, non mutano i programmi, non mutano i volti, non muta il numero dei seggi e neanche mutano gli stipendi fortunati.

La politica “immutata e immutabile” ha bisogno di giustificare la propria fissità, ha bisogno di discolparsi, ha bisogno di liberarsi del mal governo e del cattivo funzionamento della macchina statale. Oggi realizza un piccolo processo di “auto – epurazione” battano la pacca sulle spalle a chi è afflitto dalla crisi e compiacendo la collettiva disperazione.

Luigi Martinelli arrestato, colpevole o innocente, vittima della crisi o delinquente?Inneggiare contro “La Crisi” fa sì che essa divenga agli occhi del popolo un’entità nera e funesta abbattutasi sul mondo per colpa del fato.

Dico agli occhi del popolo non a caso. Lo dico perché ritengo che oggi il politico sia un mestiere! Una volta la politica era una “vocazione”, alla politica venivano prestate professionalità provenienti da altri saperi e la partecipazione alla cosa pubblica era una condizione ideale.

Allo stato dei fatti credo tristemente che il politico moderno  non sia e non intenda più essere l’uomo saggio che si mette a disposizione della collettività.

Il politico è divenuto un tutore di se stesso e del proprio schieramento partitico, ha perso di vista la necessità di tutelare il bene comune ed al sapore del sacrificio per la collettività preferisce il tepore della poltrona su cui lungamente si accomoda a discapito del rinnovamento.

E se la Crisi è un flagello divino, l’imprenditore che imbraccia il fucile non è più un delinquente reo di sovvertire l’ordine pubblico e di non aver pagato le tasse, ma è un eroe che combatte contro la crisiDon Chisciotte della Mnciao meglio è un Don Chisciotte della Mancia che combatte contro i mulini a vento!

E chiunque giustifichi Martinelli fa il Sancio Panza della situazione, ingannato non da Martinelli stesso ma dalla informazione che fa passare il messaggio eroico della follia.

Edulcorando l’eroe folle e disegnando sulla crisi un vestito di giustificazioni si morte della giustiziamortifica il messaggio saggio del sacrificio, si affossa il lavoro del Governo dei professori (che pure ancora non puntano alle grandi ricchezze ), si mortifica la giustizia e si apre alla campagna elettorale prossima ventura!

La spettacolarizzazione della crisi attraverso l’umana sofferenza è, dunque, un modo nuovo di fare politica? È una anticipata campagna elettorale quella a cui si assiste? Posto che nel panorama della politica d’azione di nuovo non c’è proprio nulla né in termini di uomini, né, di conseguenza, in termini di idee!

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