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Green Hill cos’è: perchè l’8 Maggio è la Giornata Mondiale contro Green Hill

8 Maggio: Giornata Mondiale contro Green Hill

Simona

di Mamma Simona

08 Maggio 2012

Per chi ancora non lo sapesse, Green Hill è un’azienda che opera nel bresciano, a Montichiari, in cui vengono allevati cani di razza beagle, destinati ai laboratori di vivisezione di tutta Europa.

Ogni mese vengono spediti 250 cani che diventano cavie per sperimentazione, sottoposte a violenze e torture; è una vita di sofferenza finché sopraggiunge la morte, percepita come una liberazione dall’agonia.

Green Hill è composto da 5 capannoni in cui “dimorano” 2500 cani adulti più le varie cucciolate. I cani vengono tenuti al chiuso, con un sistema di luci artificiali (i cani non conoscono la luce del sole), e di areazione. Gli stabulari sono indecorosi: le condizioni igieniche sono scarse, le gabbie sono sovrappopolate, i cani non hanno acqua a disposizione in ciotole ma bevono da un sistema di “cannuccia” che eroga acqua.

Molti dei cani di Green Hill forniscono il raccapricciante laboratorio inglese Huntingdon Life Sciences, conosciuto come il più grande laboratorio di vivisezione d’Europa.

Green Hill è stata acquistata dall’americana Marshall Farm Inc. che opera in tutto il mondo; tra le ultime conquiste della Marshall, oltre alla proprietà di Green Hill, la realizzazione di un’enorme allevamento in Cina. La Marshall è un’azienda in forte espansione, sta acquisendo monopolio sul mercato di cavie per vivisezione.

Progetto della Marshall è l’ampliamento dei capannoni di Montichiari che permetterebbero di raddoppiare la produzione di beagle, ospitando fino a 5.000 animali.

Il costo dei cani per i laboratori si aggira tra 450 e 900 euro, eventualmente si può acquistare anche una femmina gravida, spendendo qualche euro in più.

Il servizio di Green Hill prevede, su richiesta il taglio delle corde vocali o l’asportazione di ghiandole.

L’etica non entra a Green Hill, si ferma davanti all’uscio: dentro è l’inferno.

La lunga battaglia che stanno conducendo le associazioni animaliste è sfociata in una protesta dell’opinione pubblica, indignata dal perpetuarsi in Italia di una simile attività indisturbata,  di dubbia moralità, inconcepibile se relazionata al sentito comune.

Le varie proteste e manifestazioni hanno raccolto sempre più consensi, finché, stufi della politica amministrativa silente, i manifestanti hanno compiuto un atto di disubbidienza civile: scavalcando le recinzioni sono entrati nella proprietà privata di Green Hill portando via ufficialmente 30, in realtà 70, beagle tra cuccioli e femmine incinte. Per i vari reati che si configurano alla luce dell’azione, gli attivisti sono stati incarcerati.

Il fatto ha scatenato un tam tam mediatico che ha investito l’intero globo.

L’indignazione collettiva ha dato luogo ad organizzare oggi la Manifestazione Mondiale Contro Green Hill.

In 20 paesi del mondo ( ricordiamo le città di New York, Amsterdam, Londra, Parigi, Varsavia, Bruxelles, Madrid, Atene, Cape Town, Adelaide e Cluj-Napoca in Romania) e 30 città italiane ( tra cui Roma, Milano, Brescia, Bologna, Parma, Cagliari, Napoli, Torino, Firenze, Rimini, Udine, Soresina, Genova, Finale ligure, Pordenone, Viareggio, Livorno, Bari, Como, Ivrea, Varese, Ferrara e altre ancora) si svolgeranno oggi presidi di manifestazione.

In primis si chiede che il Senato approvi il testo già passato alla Camera lo scorso ottobre, dall’art.14 disegno legge n. 3129 della legge Comunitaria 2011, con cui si vietano pratiche di vivisezione su cani, gatti e primati (e il loro allevamento a tali scopi) salvo rare eccezioni vagliate da una commissione etica.

E’ prevista per domani, 9 maggio la discussione presentata alla XIV Commissione del Senato dell’art.14.

La paura è che la voce del popolo, che ricordiamo in questo paese è sovrano, non venga ascoltata. Le lobby della farmaceutica stanno operando una discreta azione di pressing sui senatori per chiedere l’approvazione di una direttiva senza restrizioni, che si traduca, nella pratica, nella continuazione delle attività finora svolte: allevamento di cavie e vivisezione.

L’86% degli italiani è contrario alla vivisezione, favorevole all’utilizzo di metodi alternativi.

Cari senatori, ricordatevi che sedete sulle poltrone porporate in rappresentanza degli italiani, e noi vogliamo che Green Hill chiuda e che nessun altro possa condurre simili attività in futuro, chiediamo uno stop alla vivisezione in favore di altre metodi già in uso… lasciamo sia fatta la volontà del popolo italiano!

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