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Pidocchi: come eliminarli e come evitare il contagio

Daniela

di Mamma Daniela

06 Settembre 2010

Nonostante tutti i tentativi di prevenzione, con la riapertura delle scuole, puntualmente scatta l’allarme pediculosi.

Cosa è la pediculosi?

La Pediculosi è l’infestazione causata da piccoli parassiti,chiamati pidocchi; sono di colore bianco-grigiastro,lunghi 2-3 mm (le femmine un po’ più grandi), che attaccano il cuoio capelluto (Pediculus Humanus Capitis o pidocchio del capo), o altre zone corporee ricoperte da peli (in questo caso però parliamo di Pthirus Pubis o pidocchio del pube).

Perché degli esserini così piccoli  creano tanto scompiglio?

Questi fastidiosi animaletti fanno la loro comparsa tutti gli anni,sopratutto dove vi è il contatto diretto tra bambini, terrorizzando e preoccupando  genitori di bimbi di ogni fascia d’età, di ogni ceto sociale, senza nessuna distinzione. Quindi è totalmente errato associare la pediculosi  al simbolo di sporcizia.

Infatti questi antipatici parassiti adorano le teste pulite ed è difficile combatterli, sia per il loro veloce ciclo riproduttivo (il ciclo vitale del pidocchio dura quasi un mese, e in quest’arco di tempo  le femmine depongono circa 300 uova, dette lendini), sia per la solidità delle uova che si incollano ai capelli tramite una sostanza adesiva che l’acqua non riesce a sciogliere. Le lendini sono molto piccole, difficili da individuare e spesso si confondono con la forfora.

I pidocchi del capo sono parassiti che si nutrono di sangue umano(senza cibo muoiono nell’arco di qualche giorno) ; e  non avendo ali non possono volare,perciò il contagio avviene tramite il contatto diretto delle teste, da bambino a bambino o più difficilmente attraverso lo scambio di pettini, spazzole, cappelli, biancheria del letto.

I bambini con l’infestazione non vanno incontro a serie conseguenze di salute, se si esclude il fastidio per il prurito (dovuto ai loro morsi e alla loro saliva) e le lesioni causate dal grattamento, il parassita non è fonte di altre patologie.

L’unica azione utile per combattere la pediculosi è nelle mani dei genitori dei bambini: è bene effettuare un controllo settimanale  preventivo per verificare la presenza o meno  di lendini alla base del capello. A volte ci si accorge tardi della presenza dei pidocchi, ma una volta accertata la loro esistenza, è consigliabile avvertire tempestivamente la scuola e lasciare il bambino a casa sino a completa guarigione.

Come eliminarli?

Per eliminare i pidocchi oltre a tanta pazienza e buona volontà, l’ unico rimedio rimane quello di sottoporre chi è contagiato a trattamenti con prodotti specifici consigliati dal pediatra. Tuttavia poiché non esiste un prodotto efficace al 100% sulle uova, dopo il trattamento ( si consiglia sempre di ripeterlo dopo 5-10 giorni dalla prima applicazione) , che ammazza il parassita ma che potrebbe non eliminare le lendini, i genitori devono togliere le uova manualmente con una pettinina.

Ecco alcuni consigli utili dal sito “wwwilpidocchio.it”:

  • Prima di tutto intervenire con l’applicazione di un prodotto farmacologico specifico contro i pidocchi.
  • Far seguire al trattamento farmacologico contro i pidocchi l’uso frequente di un pettine a denti stretti per rimuovere le lendini non più vitali.
  • Controllare accuratamente ogni 2-3 giorni i componenti del nucleo familiare e le altre persone che possono essere entrate in stretto contatto con il soggetto infestato. Nel caso che il contagio sia avvenuto anche in un solo familiare, devono comunque essere trattati contemporaneamente anche tutti gli altri componenti del nucleo.
  • Lavare con acqua bollente i tessuti che il soggetto infestato può aver toccato nei due giorni precedenti il trattamento (indumenti personali, biancheria da letto, asciugamani).
  • Lavare pettini, spazzole e fermagli dopo averli immersi per 1 ora in acqua bollente con detersivo.
  • Non utilizzare in comune pettini, spazzole, o cappelli.
  • Conservare in un sacchetto di plastica ben chiuso per due settimane gli oggetti o i giocattoli (Es. animali di peluche) che non possono essere lavati in acqua o a secco.

Quando tornare a scuola?

La Circolare ministeriale n. 4 del 13 marzo 1998 dice che:

  • nel caso di accertata pediculosi, se si esegue scrupolosamente la terapia, il bambino potrà tornare scuola il mattino dopo il primo trattamento con il certificato del medico curante;
  • in caso di sospetta pediculosi, gli insegnanti sono tenuti a dare tempestiva comunicazione alla famiglia, e l’alunno potrà rientrare a scuola con autocertificazione dei genitori che è stato effettuato il trattamento ed eventualmente sono state asportate le lendini oppure che il trattamento non è stato necessario per l’assenza di parassiti e/o di lendini;
  • gli insegnanti sono tenuti ad avvertire gli altri genitori degli eventuali casi riscontrati in classe o nella scuola,invitandoli ad una particolare attenzione al fenomeno in casa;
  • in caso di frequenti recidive, è necessario che, per poter frequentare la comunità, i casi accertati e quelli sospetti esibiscano certificazione medica di non contagiosità e, in caso contrario gli alunni verranno allontanati fino alla presentazione della documentazione necessaria;
  • il  distretto sanitario sarà a disposizione per effettuare incontri di educazione sanitaria sia con le famiglie che con il personale scolastico.

Questo sito ha natura divulgativa, le informazioni in esso contenute non hanno carattere medico e non sostituiscono il parere dello specialista che, ove necessario, va sempre richiesto.

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