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Chirurgia estetica per evitare il bullismo

"Tendenza sconvolgente arriva dagli States: l'utilizzo della chirurgia estetica per risolvere "difetti fisici", per evitare di diventare potenziali vittime di bullismo"

Simona

di Mamma Simona

12 Maggio 2012

Contro il bullismo la chirurgia estetica

L’ American Society For Aesthetic Plastic Surgery riferisce un fenomeno made in USA secondo cui, negli ultimi 10 anni, si è assistito ad un notevole aumento, circa il 30%, di ricorso alla chirurgia estetica per “annullare” quei difetti fisici, possibile bersaglio delle derisioni, prese in giro o scherzi più o meno pesanti da parte di ragazzi prepotenti definiti “bulli”.

I più richiesti sembra siano gli interventi do otoplastica con cui si corregge la sporgenza eccessiva delle orecchie, tanto per intenderci le famose “orecchie a sventola”.

Il fenomeno sembra sia già stato importato anche in Europa. Durante un recente Congresso della Società di pediatria in Francia, è emerso l’aumento di richieste di interventi chirurgici per ridurre il peso su bambini obesi.

In Italia LaClinique riporta la manifestazione del disagio dei bambini che hanno orecchie a sventola e le vorrebbero maggiormente vicine alla nuca.

Delle considerazioni sorgono spontanee:

  • L’intervento chirurgico, laddove non ci sia supportato da un percorso psicologico che identifichi la seria necessità di sottoporre il bambino ad un’operazione invasiva, riscontrata l’effettiva entità del disagio, risulta una violenza. Il bambino deve essere accompagnato nella sua crescita all’accettazione di se stesso, aiutandolo a superare le difficoltà. Ferma restando la condivisione di intervento laddove il disturbo che ne deriva sia insormontabile e insostenibile, è giusto che la scelta venga operata dal bambino una volta adulto, quando raggiungerà maggior consapevolezza e potrà decidere in autonomia, libero da condizionamenti esterni, della sua persona.

  • I bulli prendono di mira elementi “deboli”, prototipi di potenziali vittime. La debolezza o la forza di un individuo-vittima viene determinata dall’autostima, dalla fiducia in se, dall’autodeterminazione, dalla sicurezza nelle proprie potenzialità. Il bullo è un debole che per trovare la propria affermazione deve attaccare “l’altro”, mettendone in evidenza, senza ragione, potenziali diversità, siano esse: le orecchie a sventola, gli occhiali, l’apparecchio ai denti, le scarpe viola piuttosto che blu… poco conta, l’importante è riuscire nell’intento di trovare consenso nel sostegno dei propri fans. Risolto il “problema” delle orecchie a sventola, con buona probabilità il bullo attaccherà altre caratteristiche della vittima.

  • L’intervento chirurgico è un’operazione che comporta dei rischi dovuti all’anestesia e alle variabili che possono accadere durante l’intervento o nel post-operatorio. La reale necessità deve essere valutata in modo approfondito, avvalendosi di un consulto medico e psicologico.

  • Davanti al bullismo non ci si arrende perché questo atteggiamento giustifica un rinforzo del bullo e una sconfitta della vittima. La legittimazione a cambiare qualcosa di noi non deve partire dalla paura di non essere accettato dagli altri, ma da un sentito personale. Non è importante “essere accettati dagli altri”, ma “accettare se stessi”. Anche perché all’accettazione personale corrisponde quasi sempre un’accettazione dei terzi, poiché la positività che trasudiamo, catalizza l’attenzione degli altri, predisponendoli verso la nostra persona.

In conclusione, è possibile contemplare l’idea di sottoporre dei bambini ad interventi chirurgici in gravi casi di accettazione di se stessi che portano ad alienazione, grave depressione, ansia, panico ed altre patologie di gravi entità, ma mai ricorrevi per contrastare un ipotetico atto di bullismo da parte di terzi.

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