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Marò italiani in India: ultime novità

Simona

di Mamma Simona

12 Maggio 2012

Aggiornamento marò

Respinta la richiesta di libertà su cauzione per i 2 marò in carcere in India, prolungato di 2 settimane l’arresto preventivo, nel frattempo la Lexie torna in Italia.

La richiesta avanzata per la libertà su cauzione da parte del team dei legali dei due marò in carcere in India, è stata respinta dal tribunale di Kollam.

Stamani Latorre e Girone si sono presentati davanti al magistrato per una nuova udienza che ha oltretutto stabilito un prolungamento di 2 settimane dell’arresto preventivo.

Sicuramente verrà presentato un ricorso da parte dei legali dei militari contro tale discutibile decisione.

L’estensione dei 15 giorni di carcerazione è un modus operandi del sistema giudiziario indiano, che proroga ogni 2 settimane il provvedimento “in automatico”. Dunque si è trattato di una mossa prevedibile che non giunge inaspettata.

Diversamente è stata accolta la bocciatura della richiesta di scarcerazione su cauzione, che sembrava realizzabile a seguito dei segni di insofferenza della Corte Suprema di New Delhi, intervenuta per bacchettare l’amministrazione di Kerala, sollecitandola a trasferire i marò in una struttura alternativa al carcere entro il 15 maggio, ribadendo la legittimità di richiesta del governo italiano circa la richiesta di libertà su cauzione.

La mancata approvazione della richiesta ha lasciato un forte alone di perplessità.

D’altra parte più volte, abbiamo avuto adito a domandarci se il nostro Governo stia conducendo valide trattative o se, trattandosi di un governo tecnico e non politico, manchi quel rigore, quella praticità e risoluzione che avrebbe, magari, potuto far chiudere già da tempo la questione.

Nel frattempo in Italia è giunta la nave Lexie, partita dall’India, dopo 86 giorni di fermo. Con la petroliera sono tornati in Italia i 4 marò appartenenti alla stessa squadra di Latorre e Girone: il sergente Renato Voglino, il sottocapo di seconda classe Massimo Andronico di Surbo e i sottocapi di terza classe Antonio Fontana e Alessandro Conte.

Dopo essere stati interrogati dalla magistratura militare e da quella ordinaria, sono stati aperti due fascicoli distinti con le acquisizioni dei dati. I militari hanno ricevuto la consegna del silenzio per il segreto militare con tanto di veto dei giudici.

I 4 marò sono stati ricevuti dal ministro della Difesa Gianpaolo Di Paola, dopo di che hanno potuto tornare nelle rispettive città e riabbracciare i propri cari.

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