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Fan e follower falsi e a pagamento su Facebook e Twitter

Come aumentare il numero dei fan di una pagina Facebook o dei follower di Twitter?

Licia

di Mamma Licia

17 Maggio 2012

Se lo chiedono in tanti. E le tattiche ci sono. Creare una rete, chiedere il parere dei fan su un determinato argomento, stimolare una discussione e prenderne parte, proporre sondaggi, tenere sempre aggiornata la pagina, condividere notizie ed articoli e avere tanta pazienza.

Fin qui le tecniche corrette, lecite, dettate dal buon senso e dall’esperienza maturata nell’uso dei social network.

Ma c’è un altro modo per far crescere il numero dei fan e dei follower ed è… comprarli!

Indirettamente, acquistando o guadagnando un tot di crediti ed utilizzandoli per “pagare” un fan (vedi, ad esempio, il servizio di Twiends) oppure direttamente, pagando i fan ed i follower. Alla faccia delle policy dei social network

Secondo Marco Camisani Calzolari, imprenditore digitale della società Speakage che ha realizzato il network Forzasilvio.it,  “l’80% dei fan e dei follower delle aziende italiane è fasullo”. E lo racconta a Corriere.it. Per documentare e denunciare questa pratica, Calzolari ha pagato 20 dollari per ottenere 50mila finti follower su Twitter, passando da 4.000 a 58.000 in pochi giorni, e 30 dollari per avere 6mila like sulla sua pagina Facebook.

Chi cerca di far crescere la propria Fan Page attraverso questo modo – denuncia Calzolari – sono i grandi marchi, gli uomini politici alla ricerca di consensi o quei tronfi internauti vogliosi di pompare il proprio “ego digitale”.

aumentare follower twitterI pacchetti di proseliti 2.0 contengono due tipi di utenti: quello finti e quelli veri. I primi sono profili assolutamente falsi creati da un bot, i secondi sono reali e sono “iscritti a portali (vedi Letusfollow.com e Growfollowers.com) che propongono l’affiliazione come moneta di scambio”.
I fan fasulli possono essere acquistati anche su Seoclerks.com, che offre pure il servizio di fornire link falsi per aumentare l’indicizzazione  e di produrre in maniera automatica articoli su un determinato argomento.

Un “mercato nero”, dice Calzolari, dalle proporzioni immense, che deve essere fermato perché altera il valore delle sponsorizzazioni e della comunicazione in Rete, e azzera la credibilità della rete stessa come mercato.

Un fenomeno di cui si dovrebbe tener conto anche in Borsa, dove a breve sbarcherà il social network più usato al mondo, i cui titoli saranno valutati fra i 34 ed i 38 dollari, per una valutazione della società di 104 miliardi di dollari.

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