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L’amico immaginario dei bambini nell’infanzia

Soliloqui che un occhio esterno osserva spesso incredulo dell’inverosimiglianza della situazione di cui è al cospetto; investimenti intellettivi ed emotivi su qualcosa o qualcuno che un estraneo non vede e non avverte; relazioni fantastiche che coinvolgono bambini in età infantile che si sentono ascoltati, accolti, incoraggiati.

di Dott. Giuliano Gaglione

22 Maggio 2012

amico immaginario bambiniMiei cari lettori, immedesimiamoci nelle relazioni che i piccoli investono con i loro amici immaginari.

L’amico immaginario è la proiezione del bisogno di colmare alcune lacune che non  permettono all’infante un senso di soddisfacimento totale: attraverso questa “persona” che può essere o un oggetto inanimato (come un peluche, una bambola e così via) oppure “individui invisibili”, il piccolo intraprende delle relazioni che gli consentono di sviluppare un legame con un “altro” che sia produttivo e proficuo per una crescita individuale.

In particolare, accade che proprio nelle fasi critiche, ovvero quelle in cui è insito un cambiamento nell’evoluzione del giovane, questi si appoggi a qualcosa di “non reale” per poter avere un supporto, una spalla su cui poggiarsi soprattutto nei momenti di difficoltà tipici delle fasi di transizione.

amico immaginario bambiniIn effetti questi bambini col passare del tempo sentono venir meno quel senso di onnipotenza in cui “tutto è loro dovuto, pertanto questi vuoti vengono colmati da una relazione che comunque possa mantenere vivo in loro il desiderio di “esserci”, di appartenere ad un contesto in cui la loro figura abbia un senso.

Nel momento in cui un occhio esterno, soprattutto quello genitoriale, osserva tale tipo di relazione, egli non deve assolutamente preoccuparsi, in quanto questa situazione è assolutamente possibile in coloro che sentono venir meno delle certezze tipiche dell’età infantile; inoltre questi bambini sono assolutamente consapevoli di aver intrapreso delle relazioni fittizie, che esulano dalla realtà tangibile, dalle relazioni concrete.

amico immaginario bambini            Dunque bisogna tranquillizzare i genitori nel momento in cui osservano i loro figli effettuare dialoghi senza avere un feedback reale; anzi, sarebbe opportuno entrare nel loro mondo, esplorarlo, provare anche a farne parte; è un metodo assolutamente utile non solo per esperire la situazione attuale che sta vivendo il piccolo, ma anche per scoprire se ci sono delle “vacazioni” che lo stesso colma attraverso questi particolari discorsi.

In effetti l’amico immaginario è la rappresentazione speculare del bambino in quel momento; è come se fosse quella parte mancante che possa garantire al piccolo un’identità integra in quel preciso momento della sua vita.

Pertanto, se da un lato è mia intenzione rassicurare i genitori in quanto, come detto precedentemente, il piccolo è consapevole del’irrealtà della situazione, che poi svanisce nel momento in cui acquisirà maggiore dimestichezza con il contesto circostante, dall’altro comunque  bisogna prestare attenzione alla frequenza e alla durata di tale relazione.

amico immaginario           In particolare se l’amicizia immaginaria sostituisce quella reale, provocando al bambino una privazione dei contatti sociali e se questo stato si prolunga anche in fase preadolescenziale, sarebbe opportuno che i genitori iniziassero a focalizzare ed analizzare questa situazione, per capire cosa in realtà celi una relazione non concreta.

Quindi, il dialogo genitori-figli, anche in questa circostanza è assolutamente consigliabile in quanto fonte di evoluzione non solo per questi ultimi, ma anche per i primi, perché il confronto è uno strumento potentissimo per poter permettere quanto più possibile un adeguato equilibrio all’interno del contesto familiare e se la situazione diventa ingestibile è opportuno rivolgersi a uno Specialista.

 

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