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Marò italiani in India: lasciano il carcere trasferimento in un’altra struttura

Marò aggiornamento Trasferimento dei marò in una struttura più "adeguata", a livello internazionale impegno affievolito nella lotta contro la pirateria internazionale.

Simona

di Mamma Simona

24 Maggio 2012

 Finalmente giunge la notizia del trasferimento dei due marò prigionieri in India, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, dal carcere di Trivandrum, loro “dimora” da oltre 3 mesi, in una struttura “di gradimento italiano” nei pressi di Kochi.

A darne notizia The Times of India, quotidiano locale che nella vicenda, si è distinto per aver divulgato notizie in anteprima.

Indiscrezioni accreditano l’ipotesi che la struttura delegata possa essere la Borstal School, un ex carcere minorile nelle vicinanze dell’aeroporto di Kochi, giudicata dalle autorità italiane “accettabile”.

Già domani dovrebbe avvenire il trasferimento, proprio nella giornata in cui scadrà il multi-prorogato periodo di carcerazione preventiva. Inoltre, presso l’Alta corte di Kochi avrà luogo una nuova udienza che verterà sulla richiesta di libertà su cauzione, in precedenza respinta da due istanze inferiori.

Nel frattempo Staffan De Mistura, in un commento ad un’intervista, lascia trapelare tutta la stanchezza e la delusione per il protrarsi della questione “marò in India”; si tratta di un pensiero condiviso dalla maggioranza degli italiani, dai famigliari dei militari imprigionati ma anche del governo italiano: “…molte delusioni, molti momenti di speranza: ora vogliamo vedere i fatti. Lo vogliono i marò, le loro famiglie e francamente anche il governo italiano…”.

A seguito della convocazione in Italia del nostro ambasciatore a New Delhi per “consultazione con il governo”, la Farnesina ha definito “inaccettabili” gli iter giudiziari della vicenda.

Sul fronte internazionale viene evidenziata una tendenza: il caso dei marò ha frenato le operazioni antipirateria nella zona “hot” qual’è l’Oceano Indiano. E’ stato il Ministro degli Esteri Italiano, Giulio Terzi, a portare la notizia nel nostro paese, a seguito di un incontro avvenuto presso la sede delle Nazioni Unite a New York, in cui si è discusso di “mediazione internazionale“, il nostro portavoce ha sottolineato che l’Italia ha “…il sostegno importante da parte di paesi significativi”.

Terzi ha così dichiarato: “…Ma quando uno Stato costiero che sostiene la lotta alla pirateria ignora posizioni discendenti dalle convenzioni internazionali sull’alto mare e sull’appartenenza dei militari a uno Stato estero impegnato in azioni antipirateria … avverto preoccupazione. Nelle missioni di pace, la questione della giurisdizione dei militari è un punto di partenza”.

La tendenza di freno nella lotta contro la pirateria è un dato altamente preoccupante, sebbene rimanga viva la speranza di un ritorno alla politica precedente la vicenda dei marò italiani.

 E’ dunque auspicabile un raggiungimento di collaborazione delle autorità indiane per una rapida soluzione del caso.

Nell’ipotesi in cui l’India dovesse raggiungere una sentenza di condanna nei confronti dei marò, la reazione italiana potrebbe essere nell’immediato il ritiro dell’appoggio alle missioni antipirateria… noi italiani aggiungiamo “questo è il minimo che si debba fare! Ci aspettiamo qualcosa di più!”.

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