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Bambini mancini: il mancinismo

Bambini mancini, c'è qualche cosa da fare se un bambino è mancino? Un tempo essere mancini era considerato un problema, oggi, fortunatamente, non è più così

Simona

di Mamma Simona

31 Maggio 2012

Sempre più precocemente i bambini mostrano interesse verso matite, pastelli, pennarelli con cui scarabocchiare opere d’arte su fogli (quando non siano tavoli, sedie, vestiti o pareti bianche di casa magari appena fatte imbiancare…).

Attualmente già verso l’anno di età i bimbi più intraprendenti si cimentano con l’ “artistica”, spesso con passaggi di mano dalla destra alla sinistra in maniera indiscriminata.

Fino ai 12 mesi circa, il bambino esplora il mondo circostante, allungando la manina per toccare gli oggetti o prenderli per avvicinarli a sé, lanciarli, azionare meccanismi di gioco ecc… usando in modo indifferente la destra o la sinistra.

Un utile giochino per stimolare una scelta indipendente del bambino non è quello di passargli oggetti, perché inconsciamente scegliamo noi la parte cui indirizzarli, ma porre di fronte al bimbo l’oggetto, in modo che decida lui con che mano afferrarlo.

Qualcuno inizia a sviluppare la preferenza per l’utilizzo di una mano piuttosto che l’altra fin dai primi momenti di autonomia motoria, ma è solo attorno all’anno e mezzo che il bambino manifesta abbastanza chiaramente la tendenza ad essere destrimano o mancino.

Possiamo capire la tendenza dalla gamba con cui calcia la palla, o dalla mano con cui tiene le posate a tavola o che utilizza per prendere gli oggetti o per scrivere.

È solo verso i 3 anni, quando inizia il primo step della scolarizzazione, la scuola materna, che l’utilizzo di una parte in prevalenza piuttosto che l’altra viene consolidato nel tempo ed è manifesta e certa l’impostazione del bambino.

Un tempo essere un bambino mancino era considerato un errore da correggere, io stessa passai un mese in prima elementare, sul “banco degli asini” attaccato alla cattedra, per cambiare questa tendenza, incalzata dalle parole della maestra “la mano sinistra è la mano del diavolo”.

Per tradizione la definizione “sinistro” si connota con un’accezione negativa; l’incidente in macchina è definito dalle compagnie assicurative un “sinistro”; si usa l’aggettivo sinistro per definire una condizione sbagliata, con accezione negativa (per es. l’ambiente sinistro); nel medioevo le donne mancine erano bruciate in quanto streghe al servizio del diavolo, ecc.

In definitiva, un retaggio mentale che relega il mancino in un’ottica di sbaglio.

Fortunatamente questa mentalità è stata rivista e rivalutata, viene accolta la tendenza psico-fisica di utilizzo tanto di una parte quanto dell’altra in maniera indiscriminante.

Non esiste alcun sano motivo che possa spingere un genitore o insegnante ad intervenire sull’utilizzo della parte scelta dal bambino in prevalenza, modificando un comportamento celebrale e castrando l’istinto naturale del bambino.

L’intervento di correzione potrebbe causare disagi sul piano psico-emotivo nonché confusione e danno per il giusto sviluppo psico-fisico. L’atto di correzione deve essere classificato come una vera e propria violenza sul bambino che potrebbe in seguito sviluppare dei veri e propri tic nervosi, problemi di espressione verbale (balbuzie) e insicurezze che potrebbero incidere negativamente sul rendimento scolastico. Inoltre l’autostima del bambino mancino corretto subisce un attentato, giacché vengono minate le sue sicurezze, portandolo a sviluppare complessi di inferiorità.

Accogliendo il naturale istinto, viene dato al mancino pari opportunità di affermazione rispetto ai destrimani.

Dunque essere mancino non è né una malattia né un errore, ma solo una predisposizione genetica.

Il nostro cervello è composto da due emisferi: quello di destra che governa e gestisce la parte sinistra del corpo (mancini); quello di sinistra che governa la parte destra (destrimani) che è l’atteggiamento più diffuso.

Il mancinismo fa parte del patrimonio genetico, tant’è che da due genitori mancini ci sono grandi probabilità che possa nascere un bimbo mancino.

È mancino circa il 10% della popolazione, una piccola percentuale riguarda gli ambidestri, che utilizzano correttamente sia la parte destra che sinistra.

È indubbio che i mancini trovino qualche difficoltà nella gestione quotidiana.

La scrittura avviene da sinistra verso destra, il problema che un tempo si poneva con l’utilizzo di penne stilografiche il cui inchiostro si doveva far asciugare, era la “sbavatura” del foglio; attualmente le penne a sfera bypassano il disagio; inoltre esistono penne, forbici e perfino posate (coltelli con seghetto contrario) che favoriscono l’impugnatura del mancino. Perfino l’utilizzo di alcuni giocattoli prevede il funzionamento di destrimani, ponendo delle difficoltà per i mancini. Questi scogli possono essere superati grazie all’aiuto dei genitori e insegnanti, pronti ad intervenire per alleggerire il problema, con suggerimenti o alternative.

Da qualcuno il mancinismo è considerato addirittura espressione di genialità… d’altra parte Leonardo da Vinci, Einstein, Napoleone e Picasso usavano la sinistra! Questa tesi forse trova ragione nel tentativo di screditare l’antica teoria che affermava difficoltà e limiti dei mancini nell’apprendimento.

In realtà si tratta di una diceria popolare, mancini e destrimani giungono ad identici target, per ciascuno è importante non essere ostacolati durante il percorso, ma compresi ed aiutati!

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