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Tibet auto-immolazione, arresti

Continua la protesta in Tibet contro il governo cinese per invocare il ritorno in patria del Dalai Lama. Due persone auto-immolate, tra cui una madre di tre bambini

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

31 Maggio 2012

protesta tibetana auto immolazioniIn Tibet continua a salire il numero delle vittime che si auto-immolano per protestare contro il governo cinese e che chiedono il rimpatrio dell’ esiliato Dalai Lama, maestro spirituale e leader del Buddhismo tibetano.

Gli ultimi due casi si sono verificati a pochi giorni di distanza.

Domenica scorsa, infatti, due uomini di origine tibetana si sono dati fuoco, per protesta, a Laha. La notizia è stata appresa dalla stampa statale cinese Xinhua, la quale ha riferito che uno dei due “ribelli”, come vengono chiamati dal governo cinese, non è sopravvissuto.

In seguito all’ accaduto, sono stati poi arrestati oltre cento tibetani, accusati, sempre dal governo cinese, di protestare ingiustamente, soggiogati ed incitati nel compiere questi atti di “terrorismo” dallo stesso Dalai Lama.

protesta tibetana auto immolazioneMa la scena si è purtroppo ripetuta a distanza di soli tre giorni.

Ieri, infatti, come reso noto dalla Radio Free Asia (Rfa) che ne ha diffuso la notizia, confermata poi anche dall’ organizzazione “Free Tibet” di Londra, che si occupa della difesa dei tibetani, una donna di 33 anni si è immolata dinanzi ad un monastero buddista situato nella regione di Aba.

Rikyo, questo il nome della vittima, era madre di 3 bambini ed ha deciso di sacrificare la sua vita affinché il proprio paese diventi libero.

Stando alle ultime casistiche, la donna sarebbe la 38° vittima, l’ ultima di una lunga sequenza di auto-immolazioni iniziata nel febbraio del 2009.

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