Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Seguici:

Sarah Scazzi processo: recuperati i dati contenuti nel cellulare di Sarah

Processo Sarah Scazzi: dati recuperati sulla sim di Sarah mentre lo psichiatra del carcere racconta in aula i suoi incontri con Michele Misseri

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

05 Giugno 2012

processo scazziNel corso della 17° udienza del processo per l’ omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto del 2010, sono stati ascoltati 11 testimoni.

Tra questi il  maresciallo capo dei Ris di Roma, Giuseppe Finizia, che ha riferito l’ operato degli inquirenti sul recupero dei dati della scheda sim della giovane vittima. Il cellulare della ragazza infatti era stato bruciato e il display danneggiato.

Fortunatamente però gli agenti del Ris hanno potuto estrarre la sim-card, procedendo ad analizzarla, dato che il suo stato di conservazione risultava alquanto discreto, come testimonia lo stesso Finizia:

processo sarah scazzi“Il telefonino fu rimesso in funzione con una batteria nuova e alla prima accensione sullo schermo apparve una foto di Sarah seduta in auto. Fu possibile estrarre liste di chiamate, messaggi in entrata e in uscita, una bozza di un messaggio non inviato. Anche dalla scheda di memoria furono estratti dati. Iniziammo una collaborazione tecnica con l’azienda produttrice Vodafone. I messaggi erano contenuti nella memoria del telefonino e furono tutti recuperati”.

Dunque, dopo il recupero della conversazione tramite sms tra l’ imputata Sabrina Misseri, cugina della vittima, accusata di aver ucciso la parente, e il suo amico Leonardo, l’inchiesta potrà subire dei nuovi colpi di scena e chissà se non sarà la stessa Sarah a fornire ulteriori prove.

Ma al processo non si è discusso solo del cellulare della 15enne.

Sul banco dei testimoni è stato chiamato a deporre anche Giovanni Primiani, psichiatra del Dipartimento di salute mentale della Asl e consulente per il carcere di Taranto.

processo scazziIl medico ha esposto ciò che Michele Misseri, inizialmente autoaccusatosi dell’omicidio per poi ritrattare accusando la figlia Sabrina, gli raccontò in alcuni dei loro incontri, omettendo però particolari alquanto personali dello stesso, avvalendosi del segreto professionale:

“Nel primo colloquio del 7 ottobre Misseri mi raccontò qualcosa che era successo nel garage. Non rivelò perché la ragazza (la figlia Sabrina Misseri n.d.a.) fosse presente. Mi disse che lui era lì perché non funzionava il trattore. Ad un certo punto comparve la nipote Sarah. Tra i due non si capisce bene cosa fosse successo. Reagendo a qualcosa che aveva detto lui, Sarah gli avrebbe dato un calcio e si sarebbe girata per andare via. In quel momento l’avrebbe aggredita. Poi le avrebbe legato al collo una corda appoggiata su un trattore o una motozappa”.

“In seguito – continua Primiani Misseri raccontò di aver portato il cadavere di Sarah in auto sotto un albero di fico che per lui rappresentava una via crucis. In passato il padre lo avrebbe bastonato proprio in quel luogo. Non ricordo se riferì di averla seppellita nelle vicinanze”.

Leggi anche

Seguici