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Sarah Scazzi processo, conferma medico legale: “strangolata da una cintura”

Sarah Scazzi processo: confermata l’arma del delitto, fu strangolata con una cintura

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

03 Luglio 2012

processo scazziÈ attualmente in corso la 19° udienza del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 14enne di Avetrana uccisa il 26 agosto del 2010 e che vede come principali imputate la cugina Sabrina Misseri e la zia, nonché madre di Sabrina, Cosima Serrano.

Il primo testimone ad essere ascoltato è Luigi Strada, medico legale che effettuò l’autopsia sul cadavere della giovane, secondo il quale:

“La ragazzina fu strangolata con una cintura larga circa due centimetri e mezzo che ha lasciato un solco sul collo. La morte sopraggiunse in due-tre minuti per asfissia”.

In seguito a tale affermazione, nell’aula di Corte d’Assise si è proceduto alla visualizzazione delle foto delle varie cinture e corde rinvenute all’interno del garage della villetta di via Deledda, il luogo dell’omicidio, e, successivamente, di un video nel quale Michele Misseri, zio della vittima in principio autoaccusatosi di aver commesso il delitto, simula i movimenti da lui stesso compiuti nel corso dell’efferato delitto.

Secondo il medico legale però, tali movimenti risulterebbero alquanto incompatibili con le lesioni rinvenuto sul corpo della 14enne, deduzione che “scagionerebbe” Misseri.

Chi invece insiste sulle colpe del contadino e la seconda figlia di quest’ultimo, Valentina, l’unica della famiglia Misseri attualmente non imputata nel caso.

processo scazziContrariamente all’accusa, che continua a dichiarare come movente per l’omicidio l’ossessiva gelosia che Sabrina nutriva per la cugina, Valentina Misseri afferma:

“Non c’era alcun motivo di gelosia tra Sabrina e Sarah. Sabrina riprendeva Sarah per i suoi atteggiamenti troppo affettuosi con tutti i ragazzi, non solo con Ivano. Ma non ci si poteva arrabbiare con Sarah, era dolcissima, un gioiellino”.

Poi, riferendosi al padre, dice:

“È stato un padre esemplare per 28 anni. Non mi accontentavo delle notizie sentite in tv, volevo sapere la verità….  Prima di far ritrovare il cellulare, papà mi chiese: <<ma secondo te li trovano questi che hanno preso Sarah?>> Io gli ho risposto di stare tranquillo, che prima o poi li avrebbero trovati. Poi papà disse che quel pomeriggio andava “su e giù” in garage. Dopo abbiamo capito che forse si riferiva al fatto che entrava e usciva dalla cantina per vedere se c’era qualcuno, visto che doveva nascondere il cadavere”.

L’udienza è attualmente in corso.

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