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Truffe nei ristoranti: come evitare i raggiri, consigli pratici

Quali sono i diritti del consumatore in tema di ristorazione

Licia

di Mamma Licia

25 Luglio 2012

Le truffe in vacanza sono sempre in agguato. Oltre a quelle che riguardano il viaggio, un pacchetto vacanza etc., non è raro che si venga raggirati dal ristorante nel quale si è deciso di consumare un pasto.

Conti esorbitanti, listini modificati a seconda della provenienza geografica del turista, pesce surgelato venduto come fresco…

Ma un modo per difendersi da questi raggiri c’è. L’Adiconsum ha stilato un vero e proprio decalogo del turista, affinché egli appunto possa evitare raggiri e truffe.

  1. Il ristoratore ha l’obbligo di esporre il menù con i relativi prezzi delle singole portate. Prima di entrare nel locale è bene, quindi, accertarsi dei reali costi
  2. Chiedere sempre il menù, anche quando il ristoratore non lo consegna e fa offerte verbali dei piatti del giorno
  3. Verificare che ogni singola portata e offerta nel menù abbiano accanto i relativi prezzi
  4. Servizio, coperto, pane o altri costi aggiuntivi possono essere decisi liberamente dal ristoratore, però devono essere riportati nel menù in modo che il cliente sia consapevole del costo dell’intero pasto
  5. Prestare attenzione ai cibi surgelati, che devono essere sempre indicati sul menù: come indicazione è sufficiente anche un asterisco, seguito dalla dicitura “prodotto surgelato”
  6. Verificare i costi del vino, i cui ricarichi possono essere davvero “salati”; se si vuole scegliere un vino “impegnativo” è bene farsi consegnare la “Carta dei vini” per consultarne il prezzo
  7. A fine pasto bisogna richiedere sempre la ricevuta fiscale (consegnarla è un obbligo da parte del ristoratore) e verificare se i prezzi in essa contenuti corrispondono a quelli riportati nel menù, compresi eventuali costi riferiti a servizio, coperto, pane, ecc. Se si richiede la fattura, anziché la ricevuta fiscale, è illegale l’eventuale aggiunta dell’Iva, poiché quest’ultima s’intende già compresa nei prezzi indicati in listino
  8. Conservare sempre la ricevuta fiscale, prova tangibile di eventuali raggiri
  9. In caso di contestazione della ricevuta, chiamare i vigili urbani
  10. La mancia non è mai obbligatoria

Inoltre, il ristoratore è responsabile degli oggetti lasciati in custodia dal cliente e ne risponde in caso di furto. Non è invece responsabile se l’oggetto non gli è stato consegnato (per esempio il cellulare poggiato sul tavolo). E ancora, il ristoratore non può rifiutare la consumazione di una sola portata e pretendere il prezzo di un intero pasto.

Eventuali prezzi aumentati per ricorrenze particolari (Ferragosto, Capodanno etc.) sono consentiti, purché siano chiaramente indicati nel listino o nel menu.

Lordinazione suggella il vincolo contrattuale tra cliente e ristoratore, pertanto il cliente può andarsene senza pagare nulla prima di tale momento, ma dopo è obbligato al pagamento.

I ristoratori devono adibire ai non fumatori uno o più locali di superficie prevalente, rispetto alla superficie complessiva dell’esercizio, ma non sono obbligati a destinare spazi attrezzati ai fumatori.

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