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Google ricorda Amelia Earhart, la donna che seppe volare

Federica Federico

di Federica Federico

24 Luglio 2012

doodle di google di oggiPer lungo tempo la donna è stata considerata, come opposto dell’uomo, l’”elemento fragile del mondo”; in un passato non lontano è stata “incorniciata” nel solo ruolo di madre, inteso come naturale funzione dell’essere femminile. Queste valutazioni della donna ancora fanno sentire la loro eco, malgrado l’emancipazione femminile abbia aperto la strada alla parità tra i sessi.

L’antico concetto di donna moglie e madre, silente angelo del focolare e modesta vittima dell’egemonia maschile, presupponeva la considerazione di un’oggettiva ed innata inferiorità della femmina rispetto al maschio. Da ciò dipendeva anche la presunta incapacità delle donne di svolgere determinati ruoli, compiti e lavori, nonché di adempiere a specifiche mansioni sociali.

Tutto ciò ha determinato un arretramento delle donne nella società mondiale, arretramento diffuso, radicato e lungamente protratto. Questo processo di oscuramento del “potere femminile” è stato rotto da un lungo cammino di affermazione, incarnato e realizzato dalle donne della storia: i talenti rosa che hanno saputo cambiare il mondo.

Oggi Google col suo Doodle ricorda uno tra i più celebri talenti rosa della storia del mondo: oggi ricorre l’anniversario della scomparsa di Amelia Earhart.

Amelia Earhart fu la donna che seppe volare.

Siamo negli anni 20, si è da poco conclusa la prima guerra mondiale. Solo la storia rivelerà il ruolo chiave  delle donne negli ospedali da campo militari, in mezzo ai soldati feriti, folli di dolore e morti per le battaglie violente e assassine.

Amelia Earhart è una giovane donna ventitreenne che ha già dimostrato la sua forza d’animo lavorando come  infermiera in un ospedale militare canadese.  Come spesso accade nella vita, la sua esistenza d’improvviso e per caso cambia: il padre la conduce ad un  raduno aeronautico in California e per un solo dollaro le dona un volo in biplano sui cieli di Los Angeles.

Amelia si innamora dell’aria, dell’ebbrezza del volo e della capacità dell’uomo di possedere il cielo: quella piccola donna, fragile e bella, imparerà a volare.

Ad un anno di distanza, grazie alla complicità della madre, allo studio ed alla tenacia Amelia doodle di google di oggiavrà il suo biplano personale.

Presto firmerà un primo record femminile volando sino a 14.000 piedi.

Allora una donna capace di volare era un evento rivoluzionario. Il capitano Hilton H. Railey percepì il potere “mediatico” di Amelia, il suo talento e la sua forza così le diede un’importante opportunità:

nell’aprile del 1928 la invitò a bordo del   Friendship, che tradotto vuol dire amicizia, un Fokker F7 destinato a compiere una traversata Atlantica.

Amelia prese parte a quella spedizione divenendo la prima donna ad attraversare l’Atlantico in volo.

La traversata durò 21 ore ed il volo andò a buon fine.

A bordo la donna non rivestì un ruolo chiave, ma allo sbarco in Galles venne portata in trionfo. Per festeggiare la presenza di una donna a bordo si espose anche l’allora Presidente Coolidge che non potette non conglatularsi con Amelia.

Solo 4 anni più tardi Amelia fu pronta per una trasvolata in solitaria: in 14 ore e 56 minuti solcò il cielo  tra Terranova e Londonderry nell’Irlanda del Nord. Sempre nel 1932 da Los Angeles volò sino a Newark, dalla California al New Jersey senza scali.

Le ali di Amelia si chiuderanno il 2 luglio 1937 quando scomparve misteriosamente mentre era impegnata nella grande impresa del giro del mondo in aereo.

Il suo volo intorno al globo aveva preso il via da Miami il primo giugno dello stesso anno, con lei c’era il navigatore Frederick J.Noonan.

Il 2 luglio Amelia era presumibilmente in volo sull’isola di Howland, terra americana nelle acque dell’Oceano Pacifico, si tratta di un atollo disabitato sul quale era però dislocato un presidio della guardia costiera.

Secondo le più accreditate ricostruzioni storiche  Amelia Earhart chiamò insistentemente alla radio il presidio della guardia costiera sull’isola.

Dobbiamo essere sopra di voi ma non riusciamo a vedervi. Il carburante sta finendo…

Amelia, il suo navigatore e il loro aeroplano non atterrarono mai sull’isola e si persero a largo di Howland.

doodle di google di oggiLa notizia scosse l’America … precipitava un sogno e un mito.

Il Presidente Roosevelt diede il via ad un impegnativo piano di ricerche:  furono dispiegate nove navi e 66 aerei che, malgrado i sovrumani sforzi, giunsero sul luogo dell’incidente solo dopo 5 giorni.

Amelia venne lasciata al mare, al cielo e al mistero il 18 luglio, quando fu dato ordine di interrompere le ricerche. L’oceano fu considerato troppo grande e troppo più forte dell’uomo.

C’è chi si immagina Amelia come una spia e riconduce la sua misteriosa sparizione ad una pianificata attività di spionaggio internazionale in ragione della quale la Earhart doveva sparire.

Dunque l’incidente non sarebbe mai accaduto? I fautori di questa teoria sostengono che l’aereo sarebbe stato modificato in maniera da aumentarne la potenza e la disponibilità di carburante e dicono anche che l’apparecchio aereo sarebbe stato dotato di potenti macchine fotografiche.

Secondo altri Amelia sarebbe stata fatta prigioniera dai giapponesi che, dopo averla accusata di spionaggio, l’avrebbero giustiziata.

Un documentario della Nationa Geographic intitolato “Where’s Amelia Earhart?”, reso pubblico nel 2008, abbraccia la tesi della prigionia corredandola di numerose testimonianze provenienti anche da soldati giapponesi.

La ricostruzione più accreditata resta quella che vuole Amelia deceduta a causa dell’incidente.

Tant’è che quando nel dicembre del 2010, durante uno scavo sull’isola di Nikumaroro, furono rinvenuti alcuni resti ossei i frammenti umani vennero attribuiti alla donna pilota e sono a tutt’oggi considerati testimonianza e attestazione dell’incidente.

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