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Mamma hacker: violato il sistema informatico della scuola per modificare i voti dei figli

Mamma americana si improvvisa hacker e modifica i voti dei propri figli

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

25 Luglio 2012

mamma hackerCosa non si farebbe per i propri figli!

Secondo quanto riportato dall’ ABCNwes.com, in America, esattamente nello stato della Pennsylvania, una madre ha violato il sistema informatico scolastico per modificare i voti dei propri figli.

Catherine Venusto, 45enne di New Tripoli, si è improvvisata hacker cercando di migliorare la valutazione dei propri figli presso la Northwestern Lehigh School, istituto presso il quale lei stessa aveva lavorato dal 2008 al 2011.

La prima “intrusione” si è verificata nel giugno del 2010, in un disperato tentativo di evitare che la figlia venisse bocciata. In quel caso i suoi voti vennero cambiati da “F” ad “M”. La seconda violazione è avvenuta nel febbraio del 2012, quando la valutazione del figlio è passata da 98 a99.

mamma hackerLa Venusto però non si è limitata a queste sole due modifiche, bensì ha ben pensato di violare il sistema ripetutamente, fino a raggiungere il totale di 110 accessi non autorizzati, attraverso i quali leggeva le e-mail o accedeva ai libri.

Ma come riusciva ad accedere a tali dati?

Usando i dati del Soprintendente Mary Ann Wright del distretto scolastico. Grazie alla username e alla password della Wright, la mamma-hacker aveva libero e facilitato accesso al sistema informatico scolastico.

Interrogata dagli agenti che, una volta ricevuta la segnalazione e d effettuato le dovute indagini, hanno effettuato l’arresto, la donna ha confermato il tutto, dichiarando inoltre non di saper assolutamente di aver compiuto un atto illegale, ma solamente immorale.

mamma hackerRilasciata su pagamento di cauzione di 30mila dollari, ora Catherine Venusto sarà attesa in tribunale domani 26 luglio per un’udienza preliminare. Dovrà rispondere a ben 6 capi di imputazione, tutti ritenuti crimini di terzo grado: tre per aver alterato i dati scolastici e tre per aver usato illegalmente i computer dell’Istituto.

Quella che rei riteneva fosse una semplice “bravata” per agevolare i propri figli, può costarle fino ad un massimo di 42 anni di carcere o il pagamento di una multa pari a 90mila dollari.

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