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Strage di Denver: dopo aver perso la figlia abortisce per lo shock

Ashley Moser, incinta di 8 settimane, ha visto morire sua figlia Veronica. Un trauma troppo forte che le ha provocato un aborto spontaneo

Licia

di Mamma Licia

30 Luglio 2012

Si chiamava Veronica la più piccola vittima del killer di Denver.

Aveva sei anni e quel maledetto 20 luglio era andata insieme con la madre ed il padre alla sala 9 del Century 16 ad assistere all’ultimo film della saga Batman, The Dark Knight Rises, nel quartiere Aurora della città di Denver. Ma un folle, il 24enne James Holmes, l’ha uccisa, insieme ad altri 11, di fronte agli occhi terrorizzati ed impietriti del padre e della madre, ferita anch’essa da una delle tantissime pallottole sparate a caso dal killer. La madre di Veronica, però, era incinta, di otto settimane.

Ricoverata ancora in ospedale, in seguito alle gravi ferite che ha riportato al collo e all’addome, Ashley Moser ha perso il bambino che portava in grembo. Un’altra vittima, possiamo ben dirlo, di quell’assurda strage.

La famiglia ne ha dato l’annuncio con una nota diffusa attraverso la Cnn online: “Tragicamente, il fortissimo trauma che ha subìto Ashley ha causato un aborto spontaneo”; ed ha chiesto a tutta l’America, che in questi giorni aveva sperato nel miracolo, di versare soldi in beneficenza.

Ce l’ha fatta invece il bambino di Katie Medley, incinta anch’essa e seduta quel giorno, insieme con il marito Caleb, sulle poltrone del Century 16. Katie è riuscita a partorire il suo bambino, Baby Hugo.

Caleb, una delle 11 persone colpite da Holmes, in lotta tra la vita e la morte, adesso è uscito dal coma e forse la lieta notizia della nascita del figlio gli ha dato la forza di riprendersi e di andare avanti.

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