Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Seguici:

Atleti cinesi e olimpiadi, foto shock degli allenamenti dei bambini

Cina come si preparano gli atleti alle olimpiadi: foto shock degli allenamenti dei bambini

Gioela Saga

di Gioela Saga

04 Agosto 2012

ALLENAMENTO O TORTURA?ALLENAMENTO O TORTURA Il Nanning Gymnasium, a Nanning, in Cina

Il Nanning Gymnasium, a Nanning, in Cina è una delle tante palestre, o per meglio dire, spietati campi di addestramento, dove le future stelle olimpiche del paese vengono duramente formate.

Qui, i bambini, alcuni anche di cinque anni, combattono per completare l’esigente allenamento  quotidiano sulle sbarre, anelli e materassini.

Facce incise dal dolore, i bambini si allenano per la gloria olimpica, mentre i loro allenatori si mettono di peso sulle loro gambe per non farle piegare. 

Questi bambini, in tenera età, con le loro piccole tutine rosse, ricordano alcuni personaggi dei cartoni animati pronti per salire su un razzo spaziale.

Si allenano almeno quanto gli atleti adulti del mondo occidentale, visto che la palestra di Nanning  è una delle palestre cinesi più esigenti, in cui i genitori mandano i loro figli per imparare ad essere dei campioni.

ALLENAMENTO O TORTURA Il Nanning Gymnasium, a Nanning, in Cina  Gli allenatori sono severi con i bambini che passano attraverso programmi di allenamento rigorosi. I piccoli atleti vengono anche messi alla prova con esercizi punitivi per irrobustire il loro fisico e la loro volontà.

Queste tecniche possono essere giudicate estreme dagli occhi di un occidentale, ma ci fanno capire come mai gli atleti cinesi a ALLENAMENTO O TORTURA Il Nanning Gymnasium, a Nanning, in Cina  Londra 2012 sembrino così disinvolti, capaci e bravi a nuotare, tuffarsi, sollevare e lanciare la propria esistenza verso la vittoria.

Le stelle della ginnastica sono famose per cominciare ad un’età incredibilmente precoce e il gruppo di questa palestra non si smentisce, a bambini, maschi e femmine, che non sembrano avere più di cinque o sei anni, viene richiesto di oscillare su travi, rimanere appesi a coppie di anelli e legarsi a tappetini durante le faticose sessioni di allenamento.

ALLENAMENTO O TORTURA Il Nanning Gymnasium, a Nanning, in Cina  I giovani di questa scuola sperano di potere, un giorno, emulare il successo della sensazionale nuotatrice di sedici anni Ye Shewin, che è entrata nel libro dei record sabato notte, stupendo il mondo del nuoto, battendo, di più di un secondo, il record mondiale per i 400m misti.

Ye stessa ha affermato che i suoi risultati sono il frutto di un duro lavoro di allenamento. La sua compagna di squadra di 23 anni, Lu Ying, invece, questa settimana ha proprio attaccato il duro regime di allenamento della Cina.

Solo lo scorso gennaio sono state diffuse su Internet delle strazianti fotografie che mostravano bambini cinesi che piangevano di dolore mentre erano messi al lavoro in palestra.

Nel caso in cui si fossero dimenticati perché fossero lì, un ampio cartello sul muro glielo ricordava continuamente, c’era scritto semplicemente: ALLENAMENTO O TORTURA Il Nanning Gymnasium, a Nanning, in Cina  Oro”.

Spesso viene loro inculcato e chiesto di imparare a memoria che la loro missione nella vita è di battere gli americani e tutti i partecipanti, sul gradino più alto del podio.

Certo viene spontaneo chiedersi che cosa rimanga di questi bambini, della loro “età più bella”, della loro crescita, dei loro giochi innocenti, strumentalizzati per fini propagandistici e di orgoglio nazionale. Se già viene da inorridire, anche nel nostro mondo occidentale, quando certi genitori si accaniscono in modo incivile sugli spalti dei piccoli stadi di provincia, per far valere le proprie ragioni e far emergere le presunte qualità dei propri figlioli, cosa mai dovremmo pensare della palestra di Nanning?

Piccoli guerrieri spogliati della loro fanciullezza per coronare un sogno che forse, in fondo, non è più neppure il loro. Forgiati nel fisico e manipolati nella volontà con ore di palestra svuotate dal divertimento, dallo spirito di squadra o da qualsiasi forma di sana competizione…ma ne vale davvero la pena?    

tratto da: www.dailymail.co.uk

Leggi anche

Seguici