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Perché mio figlio racconta bugie?

Un bambino su cento sarebbe “psicopatico” e la causa sarebbe strettamente genetica

Gioela Saga

di Gioela Saga

10 Settembre 2012

Un bambino su cento è di per sé “psicopatico”, avvertono i ricercatori e dicono che, in questi casi, i genitori non possono fare nulla per controllarli. Gli scienziati sostengono che i bambini affetti da questa patologia sono portati a mentire, imbrogliare, manipolare la realtà, commettere atti di crudeltà senza alcun rimorso.

Le punizioni tradizionali sembrano non avere nessun effetto sul loro comportamento.

Fino ad ora si pensava che questi bambini fossero frutto di una scarsa capacità genitoriale, ma gli psicologi dell’University College di Londra sostengono che, due studi da loro condotti, dimostrerebbero che questi comportamenti sono essenzialmente tratti genetici.

I ricercatori hanno scoperto che un bambino inglese su dieci mostra i segni di un comportamento psicopatico e che i metodi genitoriali normali raramente funzionano perché i figli non hanno una capacità empatica sviluppata. Ciò significa che le punizioni tradizionali, come il tenere il bambino seduto in castigo, non ottengono, presumibilmente, nessun effetto.

Questa tematica è ben sviluppata nel libro di successo Dobbiamo parlare di Kevin” di Lionel Shriver, una storia in cui una mamma combatte e cerca di venire a patti con il figlio killer e psicopatico.

Il leader della ricerca, Professor Essi Viding, spiega che la storia è un ritratto realistico di un bambino psicopatico e viene spiegato come il suo comportamento non possa essere imputato ai genitori. La dottoressa dichiara: “ Sì, la madre non è stata una madre perfetta ma è riuscita ad educare una figlia (la sorella di Kevin)  che si è perfettamente integrata e un altro bambino (Kevin) che è stato, invece, estremamente, estremamente problematico”.

La ricerca stabilisce che tali bambini descritti come “insensibili e non emotivi” fanno parte di un distinto sotto gruppo di giovinastri che si comportano male.

I ricercatori credono che più di un quarto di bambini con problemi comportamentali possano rientrare in questa categoria, si stimerebbe che possano essere circa l’1% dei bambini inglesi.

Gli studiosi mettono anche in guardia i genitori sui tradizionali metodi di disciplina che non possono funzionare con questa tipologia di bambini.

Il Professor Viding sostiene che, benché i bambini che hanno tendenza a comportamenti asociali siano per lo più frutto di incapacità genitoriale, questo non vale per i bambini con tendenze psicopatiche.

La dottoressa dice che: “Per il gruppo di bambini che hanno caratteristiche di insensibilità e mancanza di emotività, la causa genetica è preponderante”. Ciò non significa che questi bimbi siano nati asociali o siano destinati a diventare per forza asociali, “ma come alcune persone hanno predisposizione a certe malattie cardiache, questi bambini sono individui che saranno più vulnerabili all’ambiente che li circonda e che potrà, in qualche modo, far emergere questa caratteristica di asocialità spiccata”.

In ogni caso, il Professor Viding, che presenterà i risultati della ricerca al Festival britannico della Scienza di Aberdeen la prossima settimana, sostiene che ci sono dimostrazioni secondo le quali i bambini psicopatici possano comunque rispondere meglio in  un clima familiare caldo e accogliente.

Questo potrebbe significare dare ai bambini ciò che vogliono veramente, e un comportamento positivo in cambio di uno altrettanto buono, anche se non conforme al giudizio dei genitori.

Insomma in alcuni casi, come genitori, possiamo arginare con la dolcezza i danni o cercare di ritardare le manifestazioni psicopatiche di taluni bambini, in collaborazione con gli esperti che forniscono la preparazione adeguata. Ciò non toglie che come rivelano gli studi della dottoressa Viding, molti altri comportamenti asociali sono solo frutto di sbagli educativi e di una proposta errata di modelli comportamentali da parte dei genitori, non possiamo dimenticarlo o nasconderlo.

Tratto da:  www.dailymail.co.uk  

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