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Come affrontare la carenza di vitamina D

Redazione VitaDaMamma

di Redazione VitaDaMamma

26 Settembre 2012

vitamina d alimentazioneLa carenza di vitamina D, associata a quella di calcio sono fattori di rischio modificabili associati all’osteoporosi, una condizione che si verifica prevalentemente in persone di sesso femminile, dopo una certa età, oltre i cinquant’anni e dopo la menopausa.

Come in ogni situazione ci sono però dei fattori di rischio modificabili e altri che non lo sono affatto. Nel caso dell’osteoporosi ad esserne esposte sono soprattutto le donne in menopausa: dopo i cinquant’anni infatti è normale che si verifichi una riduzione della massa ossea e quindi una minore resistenza del tessuto osseo stesso. Questo può provocare un aumento di rischio di fratture per l’indebolimento della struttura scheletrica.

Ci sono altri fattori, sui quali non possiamo intervenire, come ad esempio la storia familiare: se nella nostra famiglia ci sono stati molti casi di fratture causate dall’osteoporosi saremo più a rischio, e lo stesso vale per l’etnia alla quale apparteniamo. Bianchi e asiatici sono maggiormente esposti alla frattura del femore rispetto ad esempio a soggetti di colore.

Ci sono anche delle malattie che aumentano il rischio di osteoporosi, come ad esempio l’artrite reumatoide e alcune malattie del sistema endocrino come ad esempio le disfunzioni alla tiroide.

Carenza vitamina D? Carenza  di calcio? Su questo si può lavorare perché compensandole e associando una vita sana e un’alimentazione completa e varia possiamo limitare questi fattori di rischio: possiamo agire su di essi, diminuendo così la possibilità di fratture.

Il calcio deve essere assunto in modo regolare e in buona quantità perché quando il nostro corpo ne sente una necessità, lo prende dalle ossa che sono le sue riserve. Va però ricordato che è grazie alla vitamina D che il calcio viene assorbito e quindi queste due componenti hanno bisogno l’una dell’altra. Possiamo consumare quindi una maggiore quantità di latticini e derivati del latte, semi oleaginosi naturalmente ricchi di calcio, ma anche salvia, rosmarino, sesamo, carni e pesce. L’esposizione al sole però permette al corpo di produrre la vitamina D la cui assunzione attraverso il cibo in genere non è sufficiente a fissare il calcio.

Infine ci sono altri fattori di rischio modificabili per limitare i problemi di osteoporosi. Cosa possiamo fare? Non consumare alcolici e non fumare, non bere troppo caffè, non consumare troppo sale. Fumo e alcool infatti influenzano in modo negativo il metabolismo osseo e l’assorbimento del calcio, mentre caffeina e sale favoriscono l’eliminazione del calcio attraverso le urine. L’attività fisica infine va svolta con costanza perché favorisce il rinnovamento del tessuto osseo.

Credits foto: http://www.photl.com

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