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Il bambino legge male, disturbo della lettura: dislessia

di Dott.ssa Michela Del Prete

05 Ottobre 2010

Dislessia

Oggi la nostra logopedista, ci parla di Dislessia. Questo disturbo ha la sua evidenza nella lettura,  la Dott.ssa Michela Del Prete ci illustra i sintomi e le difficoltà che un bimbo dislessico può manifestare.

Che cos’è la dislessia?

Per i DSM-IV (American Psychiatric Association,1996) la caratteristica fondamentale del disturbo della lettura è data dal fatto che il livello di capacità di leggere raggiunto (cioè precisione, velocità, o comprensione della lettura)  si situa sostanzialmente al di sotto di quanto ci si aspetterebbe data l’età cronologica del soggetto, la valutazione psicometrica dell’intelligenza, è un’istruzione adeguata all’età. L’anomalia della lettura interferisce notevolmente con l’apprendimento scolastico o con le attività della vita quotidiana che richiedono capacità di lettura.

Per avere ,quindi, una diagnosi di dislessia, il bambino NON deve presentare: deficit di intelligenza, problemi ambientali o psicologici, deficit sensoriali o neurologici.

Nei soggetti con disturbo della lettura (definito anche “dislessia”), la lettura orale è caratterizzata da distorsioni, sostituzioni o omissioni; sia la lettura orale che quella a mente sono caratterizzate da lentezza ed errori di comprensione.

Gli errori più frequenti che il bambino dislessico compie della lettura sono:

  • confusione di lettere che sono visivamente simili, ma orientate diversamente: d-b-p, u-n, m-n
  • confondono lettere che hanno suoni simili: v-f, g-c, b-p, d-t
  • leggono le parole al contrario
  • invertono le sillabe che compongono le parole
  • sbagliano la sequenza delle lettere (capra-carpa)

Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacita e le sue energie, poiché non può farlo in maniera automatica e perciò si stanca rapidamente commettendo errori e rimanendo indietro.

La gravità della dislessia è data dall’ associazione ad altri disturbi:

v       nella scrittura, disortografia (il bambino commetti errori ortografici),

v       nella grafia, disgrafia (ovvero una difficoltà nel movimento grafico della scrittura),

v       nel calcolo, discalculia (difficoltà nelle abilità di calcolo);

talvolta si possono manifestare difficoltà anche nello svolgimento di attività mentali e di memorizzazione.

Cosa dobbiamo fare se abbiamo il sospetto che il nostro bambino possa essere dislessico?

Dobbiamo avvalerci di una valutazione diagnostica, mediante somministrazione di test specifici fatti da specialistici che relazioneranno i risultati ottenuti.

La diagnosi ci permetterà di capire cosa succede ai nostri bimbi, e ci permetteranno di evitare errori comuni di colpevolizzare il bambino per prestazioni insufficienti.

Con la diagnosi potremmo ottenere aiuti specifici riabilitativi logopedici, ma soprattutto prevedimenti alla modifica della didattica (direttive Ministeriali Prot. n. 4099/A/4);come ad esempio la concessione di tempi più lunghi per lo svolgimento di compiti, l’uso della calcolatrice e/o del computer.

Ricordiamoci che i bambini dislessici possono imparare ma lo fanno in maniera diversa.

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