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La segretaria di Bersani indagata per truffa

La storica segrataria di bersani indagata dalla Procura di Bologna

di Mariangela Saulino

25 Ottobre 2012

La storica segretaria di Bersani, Zoia Veronesi, è indagata per truffa  aggravata ai danni della regione Emilia Romagna dalla Procura di Bologna.

L’inchiesta ha origine da un esposto presentato nel 2010 dal deputato Enzo Raisi secondo il quale vi era stata la creazione di un incarico ad hoc per la Veronesi da parte della Regione per la quale lavorava che le consentisse di seguire le attività dell’ex Presidente della Regione Emilia e segretario del Pd Bersani.

Circa un paio di settimane fa Zoia Veronesi ha ricevuto un avviso a comparire per rendere interrogatorio, da parte del Pm Giuseppe Di Giorgio titolare dell’inchiesta.

La procura indaga sul ruolo che la donna avrebbe avuto a Roma da parte della Regione, agendo come anello di congiunzione con le istituzioni centrali.

Viene contestato alla Veronesi di aver indebitamente percepito la retribuzione regionale per il periodo in cui aveva ricoperto l’incarico che è di circa un anno e mezzo in quanto si era poi dimessa ed era stata assunta dal Pd.

C’è da precisare che dalle indagini effettuate non è stata trovata traccia di questa attività da parte della Veronesi.

Il braccio destro di Bersani era già stata attaccata in passato per questa questione e si era così difesa: ”Nel tempo libero e nei week end faccio quello che mi pare gratuitamente….. ho cominciato a collaborare con Bersani diciotto anni prima in una sede di partito, poi sono stata la sua segretaria quando è stato presidente della Regione. L’ho seguito come segretaria quando è stato ministro chiedendo l’aspettativa dalla Regione”. 
Bersani, quando è diventato segretario Pd, le aveva poi chiesto se era disponibile a continuare a lavorare con lui e, il 28 gennaio 2010, la donna aveva presentato le sue dimissioni dalla Regione.

Secondo lo staff di Bersani si tratterebbe del solito attacco politico in relazione alle primarie di partito, in ogni caso le indagini andranno avanti e se saranno accertate responsabilità la giustizia farà il suo corso.

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