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Legge elettorale: il premio di maggioranza innalzato al 42,5%

Approvata la modifica alla legge elettorale

di Mariangela Saulino

07 Novembre 2012

La Commissione affari costituzionali del Senato ha approvato l’emendamento che innalza al 42,5% la soglia per accedere al premio di maggioranza.

Hanno espresso voto favorevole il Pdl, la lega, l’Udc e l’Mpa, contrari sono stati il Pd e l’Idv.

Bersani ritiene che la soglia non sia adeguata e così commenta il voto:”Evidentemente c’è qualcuno che, per paura che governiamo noi, vuole impedire la governabilità del Paese”.

Il capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, aggiunge:” I lavori della commissione sono compromessi, ora si va in aula. Noi presenteremo un emendamento per l’Aula che fisserà una soglia al 40% però un premio al 54% oppure un premio al primo partito del 10-12%. Coloro che hanno votato l’emendamento Rutelli sono forze politiche che vogliono consegnare il Paese ad una situazione dove nessuno vince e nessuno perde. Noi del Pd, invece, vogliamo una legge che dia stabilità al Paese. Purtroppo si sono avverate le previsioni di Bersani”.

Le fa eco il vicepresidente del Gruppo Pd al Senato, Nicola La Torre, che considera gravissimo questo emendamento, perché rappresenta un inganno per i cittadini che andranno a votare una coalizione che non sarà nelle condizioni di governare.

Coloro che hanno votato a favore della modifica difendono la loro scelta ed in particolare Casini scrive su Twitter: “Il testo è ancora migliorabile ed il Pd, invece di protestare, colga l’ottima occasione per migliorare il lavoro della Commissione. Siamo disponibili a ogni ragionevole modifica”.

Insomma, i partiti della maggioranza di Governo proprio non riescono a trovare un accordo, nonostante gli accorati appelli del Presidente della Repubblica. Intanto, però, le elezioni si avvicinano e ci si chiede se, stando così le cose, possa intervenire il Governo con  un decreto.

Monti, interpellato sul tema, ha dichiarato che è tecnicamente possibile un intervento del Governo ma sarebbe auspicabile che i partiti riuscissero a trovare un accordo ed a modificare l’attuale sistema elettorale.

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