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Ivano Russo: interviste vendute a Fabrizio Corona?

Processo Sarah Scazzi: Fabrizio Corona acquistò da Ivano Russo foto ed interviste esclusive

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

07 Novembre 2012

Processo Sarah Scazzi: Ieri, presso il tribunale di Taranto, si è tenuta la 26° udienza del processo per l’omicidio della giovane Sarah Scazzi.

Dopo il forte impatto mediatico che l’intera vicenda ha creato, acquisendo a volte toni da vera e propria soap-opera piuttosto che da vera tragedia quale dovrebbe essere, l’attenzione mediatica è andata via via scemando a causa della mancanza dei colpi di scena.

Nonostante però molti riflettori si siano orami spenti, resta comunque accesa la rabbia di chi vuol giungere ad una verità, il dolore di una famiglia che vuole conoscere il colpevole, la disperazione di due genitori che sentono il bisogno di sapere perché alla propria figlia è stato negato il diritto alla vita.

Eppure su questo immenso dolore c’è chi ha provato ad ottenere un tornaconto personale, chi ha voluto speculare sulla morte di una giovane ragazza, nonostante ne fosse coinvolto personalmente.

Processo Sarah Scazzi È infatti un quadro agghiacciante quello che emerge dalla lettura delle carte processuali, stralci di intercettazioni telefoniche pubblicate dal “Corriere.it” che evidenziano la freddezza di chi, pur conoscendo Sarah, ha tentato di speculare sulla sua morte.

Stiamo parlando di Ivano Russo, il ragazzo che, secondo l’accusa, costituirebbe il reale movente che avrebbe indotto Sabrina Misseri ad uccidere la cugina.

Stando a quanto riportato sulle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche, Ivano avrebbe preso accordi diretti con Fabrizio Corona, ex re dei paparazzi, dando vita ad un vero e proprio mercato di foto ed interviste inerenti il delitto consumatosi ad Avetrana.

“Qualsiasi apparizione sui giornali ed in televisione dovrai dire: <<parlate con Fabrizio Corona>>,… incominciamo da questi otto, poi te ne faccio guadagnare degli altri, almeno venti, venticinquemila euro l’anno”.

Processo Sarah Scazzi Sarebbero queste le parole pronunciate al telefono da Fabrizio Corona e rivolte ad Ivano Russo: allettanti proposte alle quali il ragazzo non restava indifferente, tanto da indurlo a “seguire l’onda” delle incessanti richieste da parte dei giornalisti a caccia di scoop, dato il via ad una vera e propria corsa al rilancio e al rialzo dei prezzi.

Interviste mirate e pilotate, che avrebbero coinvolto anche la sua fidanzata Virginia:

Solo un ricordo su Sarah, dirai che era una ragazza dolce, una ragazza bella, che Sarah era una ragazza meravigliosa e sensibile”, queste erano le istruzioni fornitegli da Corona in una telefonata realizzata il 14 aprile del 2011.

Peccato però che la suddetta intervista pianificata non andò a buon fine a causa dell’insicurezza dello stesso Ivano, ritenutosi poco tutelato, atteggiamento poco gradito da Corona:

“Ci deve essere un’offerta sia per me che per la mia ragazza, cioè non è che io metto sul giornale la mia ragazza così… Era quello il prezzo, la mia ragazza ha detto: <<no, no, per così poco io non … non posso mettermi su tutti i giornali>>”.

In breve, Ivano non riteneva sufficienti gli 8mila euro pattuiti in precedenza, cifra che avrebbe poi dovuto dividere con la fidanzata;  accecato forse dall’ingordigia ne chiese 10mila.

Nella trattativa subentrò poi il fratello di Corona, Federico, che spense la bramosia del ragazzo con una nuova offerta, 1500 euro:

Processo Sarah Scazzi “Diviso due sono settecentocinquanta euro per un’intervista che dura venti minuti, cioè, voglio dire non mi sembra pochissimo, cioè non lo so poi che richieste abbia la tua ragazza, sono tanti soldi che la gente guadagna in un mese quasi”.

Ma in questo teatrino degli orrori Corona non è stato l’unico burattinaio, a muovere i fili dei tanti protagonisti, imputati e non, vi sono state tante altre trasmissioni televisive che, continuamente a caccia di scoop, hanno avanzato le loro “offerte”.

In vicende come questa, o come quella che ha colpito la nave da crociera Costa Concordia, si è spesso parlato di “turismo macabro”, ossia orde di pellegrini giunti sul luogo del tragico evento per curiosare e vedere.

Alla luce dei fatti odierni, come si potrebbero invece definire coloro i quali hanno tentato di lucrare sulle persone piante poche ore prima?

Dobbiamo preoccuparci delle loro lacrime o piuttosto di coloro che le asciugano comperando il loro dolore, la loro dignità, la loro morale?

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