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Secondo figlio: arriva un fratellino, reazioni primogenito

di Dott.ssa Rita Moré

11 Novembre 2010

Quando la famiglia si allarga la casa si riapre alla gioia della vita. Per noi adulti l'arrivo di un altro figlio può non essere che questo: un nuovo percorso d'amore! Ma per i primogeniti cosa significa avere un fratellino? In casa di D. è arrivata una nuova bimba ed il papà racconta che il  piccolo principe, D., ha incominciato a fare i capricci.

Ecco cosa il nostro amico chiede alla pedagogista di Vita da Mamma:

<<Salve sono il papa' di D. che ha 2 anni e mezzo, da 6 mesi è nata F. la sua sorellina e …

… da lì sono cominciati i capricci! Noi cerchiamo sempre di non metterlo mai in secondo piano e questo lo abbiamo detto anche a tutti i nostri parenti.

Non che prima non li facesse i capricci, pero' ultimamente alza le mani, dice parolacce che ha imparato da suoi cugini piu' grandi e entra in crisi ogni qualvolta gli si dice di no. Noi cerchiamo sempre di stare calmi farlo sfogare e poi quando è calmo (sembra un'altra persona)lo coccoliamo e gli spieghiamo che non possiamo sempre accontentarlo e che è sbagliato comportarsi in quel modo facendogli capire come sarebbe meglio fare. Lui si scusa sempre e dice di avere capito ma poi … è sempre uguale.

Devo dire che la sorellina ha sempre avuto problemi di reflusso gastrico abbastanza seri quindi pianti continui ed abbiamo dovuto tenerla in braccio tanto, ora si sono risolti. Lui usa il ciuccio solo per dormire e il pannolino lo vuole solo per la pupu',  ma mia moglie non ce la fa piu'! Grazie>>

Qui di seguito la risposta della Dott.ssa Morè:

Il tuo bambino non è in grado, a 2 anni, di comprendere esattamente quel che gli accade intorno. Egli guarda il mondo che lo circonda attraverso la lente del suo egocentrismo, perciò tutto quel che avviene passa attraverso lui.

La nascita della sorellina ha rappresentato per D. un problema dal momento che egli avvertiva di non essere più in maniera esclusiva il centro della vita familiare e, del resto, non poteva comprendere il senso delle tante premure che riservavate alla sorellina per i suoi problemi di reflusso gastrico.

Il piccolo ha vissuto questa fase nel solo modo consentito dalla sua età e dalla sua posizione di primogenito, come una sottrazione del vostro affetto e delle vostre attenzioni nei suoi confronti. I capricci, l’aggressività fisica e verbale altro non sono che segnali per richiamare su di sé la vostra attenzione. Richiami e punizioni non sortiscono l’effetto desiderato e del resto come genitori non dovete proprio rimproverarvi nulla.

Un suggerimento forse può aiutare. Sollecitate, da ora in poi, un maggiore coinvolgimento di D. anche nelle cure che prestate alla sorellina in modo da non farlo sentire escluso e fargli sentire la presenza della bimba come importante per tutti, lui compreso. Siate poi pronti a sottolineare il suo aiuto e a gratificarlo per questo soprattutto in presenza di parenti e amici. In questo modo a D. sembrerà di riappropriarsi di quella centralità che ora gli pare perduta e che lo fa stare male.

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