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Mio figlio fa giochi aggressivi: risposta ad un malessere o disagio

di Dott.ssa Rita Moré

13 Ottobre 2010

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t-align: center;”>Quanti pensieri i figli!

Ansie e preoccupazioni sembrano atteggiamenti “fisiologici” di ogni mamma, è quasi normale per noi osservare la crescita dei nostri bimbi con attenzione e preoccupazione insieme .
Ci danno enormi soddisfazioni, ci riempiono il cuore e la vita, ma contemporaneamente spesso i bambini ci impensieriscono.
È di fronte ai timori che noi madri cerchiamo un conforto e dei giusti consigli, allora il supporto di un esperto può tornare particolarmente utile.
Gli specialisti di Vita da Mamma si propongono di sostenere le nostre amiche nel percorso della maternità, di sciogliere i dubbi e le paure delle mamme e di individuare, ove possibile delle soluzioni.

Alla nostra pedagogista si è rivolta una grande amica di Vita da Mamma, Pan, preoccupata per i giochi “eccessivamente fisici” di suo figlio. Ecco cosa chiede la nostra utente alla dott.ssa Morè:

<<Giochi “aggressivi” …  non so bene se chiamarli così, ma non trovo altro modo x descrivere il modo di giocare di mio figlio grande nei riguardi del piccolo. Vado con ordine. Ho 2 maschietti che hanno 13 mesi di differenza.

Il più grande è ampiamente viziato dai nonni che, nonostante molti rimproveri, continuano a comprargli giochi su giochi, anche quando lui non ne chiede. Quando è con noi il discorso cambia. Io e mio marito abbiamo sempre cercato di far condividere ad entrambi il maggior numero di cose. dormono insieme, vanno a scuola insieme, fanno il bagno insieme, si esce sempre con entrambi (a parte quando uno dei 2 è malato), condividono tutto. Non mi posso lamentare di come sono cresciuti perchè si vogliono un gran bene e stanno sempre insieme, unico neo è il maggiore. Ha l'abitudine di giocare un pò aggressivamente sia col fratellino, ma anche con la cuginetta di 9 mesi più grande. Lo abbraccia troppo forte, lo tira e lo sbatte a terra, gli salta addosso, un paio di volte stava x tirarlo giù dalla sediolina alla quale era attaccato. Inutile ripetergli:”gioca piano che si fa male, non lo spingere, non lo buttare (riferito anche alla cuginetta)” lui continua imperterrito. devo considerarla una fase passeggera o sono io ad aver sbagliato in qualcosa?>>

Qui di seguito la risposta della pedagogista:

Il mestiere più difficile è quello dei genitori. C’è sempre un evento che ci fa dubitare della bontà delle nostre azioni.

Ma tutto è nella logica dei fatti. Da quanto scrive appare chiaro che il vero problema è la mancanza di un’azione educativa convenuta tra voi genitori e i nonni. E’ questa disparità che mette in crisi il vostro bambino, costretto a vivere secondo due stili di comportamento molto diversi. Il modello di comportamento proposto dai nonni, contrariamente al vostro, non sollecita vostro figlio maggiore al confronto e alla condivisione delle sue cose con altri bambini, fratellini o cuginetti che siano. Al momento di agire il bambino non sa quale modello scegliere ed esprime questa conflittualità interna con una forma di aggressività ostile, tendente cioè ad eliminare ciò che gli provoca tensione.

E’ pressoché normale che i nonni vizino un po’ i nipotini, ma, pur non volendo privarli dei loro spazi affettivi, è necessario che essi convengano con i genitori la linea educativa comune. Attenzione perciò a non censurarli o aprire con loro un conflitto che danneggerebbe ulteriormente il bambino. Piuttosto occorrerà chiarire loro le dinamiche che spingono il vostro bambino a comportamenti aggressivi. Occorrerà far leva sul bene che vogliono al bambino per responsabilizzarli e portarli verso modelli di comportamento più adatti ad una crescita armonica e serena del bambino.”

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