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Anoressia e bulimia: cosa sono e come riconoscerle

di Dott.ssa Licia Falduzzi

14 Ottobre 2010

L’anoressia e la bulimia sono malattie psicosomatiche caratterizzata da sintomi di natura sia fisica che psicologica.

I sintomi fisici dell’anoressia sono:

  • la diminuzione del peso corporeo di oltre il 25%,
  • amenorrea (cioè l’assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi),
  • diminuzione del metabolismo basale, iperattività, ipotermia.

Essi compaiono, in genere durante l’adolescenza (ma l’età di insorgenza si sta negli ultimi anni notevolmente abbassando). L’adolescenza rappresenta un fondamentale momento di passaggio dalla fase infantile alla fase adulta, che provoca un cambiamento obbligatorio sia in termini di trasformazioni corporee (la maturazione sessuale) sia in termini relazionali nel modo di rapportarsi a se stessi, ai genitori e, più in generale, agli altri.

I sintomi psicologici (le cui radici cominciano a formarsi fin dall’infanzia) si manifestano con il rifiuto di mantenere il peso corporeo ad un livello minino normale per l’età e per la statura, con un’intensa paura di aumentare di peso o di ingrassare (pur essendo sottopeso), con una distorta immagine corporea (per cui ci si vede sempre grassi), con un senso di inefficacia ed un tentativo incessante di autocontrollo.

La bulimia, invece, si caratterizza innanzitutto per ricorrenti episodi di abbuffate compulsive. Queste consistono nel mangiare, in un periodo di tempo circoscritto (per esempio, nell’arco di due ore), una quantità di cibo indiscutibilmente maggiore di quella che la maggiore parte della gente mangerebbe nello stesso periodo di tempo in circostanze simili; e in un senso di mancanza di controllo sull’atto di mangiare durante l’episodio bulimico (per esempio, sentire di non poter smettere di mangiare o di non poter controllare cosa e quanto si sta mangiando). Gli altri sintomi della bulimia sono dei comportamenti ricorrenti impropri di compenso indirizzati a prevenire aumenti di peso, come:

  • vomito autoindotto,
  • abuso-uso improprio di lassativi, diuretici, clisteri o altri farmaci,
  • digiuno,
  • esercizio fisico eccessivo.

Contrariamente a quello che generalmente si pensa chi soffre di bulimia non è grasso, o almeno non lo è necessariamente. Il soggetto bulimico, infatti, mangia tantissimo ma contemporaneamente mette in atto dei comportamenti che tendono ad eliminare il cibo introdotto, cioè vomito, lassativi, diuretici (sottotipo purgativo), oppure digiuno ed esercizio fisico eccessivo (sottotipo non purgativo).

Secondo il Ministero della Sanità, in Italia si calcolano circa 65.400 malati di anoressia e bulimia gravi (l’1,5% delle giovani fra i 15 e i 24 anni d’età), con 8.500 nuovi casi ogni anno. L’anoressia ha una distribuzione relativamente uniforme su tutto il territorio, anche se sembra essere più contenuta nelle aree con minor livello di benessere economico: Nord 0,36%, Centro 0,36-0,4%, Sud 0,2%. La bulimia presenta una distribuzione simile a quella degli altri paesi occidentali: Nord 0,5%, Centro 0,7-1%, Sud 1,7%.

Il 90-95% delle persone colpite da anoressia e bulimia appartiene al genere femminile (per entrambe le patologie la prevalenza negli uomini è pari a 1/10 rispetto alle donne). L’età di esordio del disturbo è compresa tra i 12 e i 25 anni, con picchi di maggior frequenza a 14 e 18 anni, per quanto riguarda l’anoressia, e a 17-18 anni per quel che riguarda la bulimia. Sembra comunque che la fascia di età si stia notevolmente allargando, coinvolgendo anche le bambine in età pre-puberale e le donne mature (disturbi tardivi, oltre i 30-35 anni).

Tutti gli studi finora effettuati mostrano che anoressia e bulimia sono patologie presenti soprattutto nella popolazione occidentale, e che sono rare nei paesi in via di sviluppo.

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