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Diffamazione, carcere per i giornalisti: il Senato approva la legge

Il Governo và sotto sull'emendamento della Lega Nord

di Mariangela Saulino

14 Novembre 2012

Il Senato ha approvato, con voto segreto, l’emendamento proposto dalla Lega Nord sulla diffamazione  che porterà i giornalisti in carcere per i reati più gravi.

I si sono stati 131 , 20 gli astenuti e 94, invece, i no.

Con l’emendamento approvato, che introduce per i giornalisti la pena alternativa del carcere, in Senato il Governo è stato battuto. Infatti, il Sottosegretario alla Giustizia, Antonio Gullo, all’inizio della seduta aveva invitato la Lega a ritirare l’emendamento ma senza risultato. In conseguenza di ciò il parere del Governo è diventato negativo e, quindi, è stato battuto per 131 voti a 94, e la riforma è passata.

A questo punto Alleanza per l’Italia si dichiara disponibile a ritirare tutti gli emendamenti presentati al decreto sulla  diffamazione, tra cui anche quello che prevede l’interdizione dalla professione di giornalista nei casi di recidiva in seguito ad una condanna per diffamazione a mezzo stampa con l’attribuzione di un fatto determinato. Il senatore Franco Bruno ha espresso tale opinione nell’aula del Senato, aderendo alla proposta di altri esponenti del consesso che, come l’Udc, hanno sottolineato la necessità che si riunisca la Conferenza dei capigruppo, a seguito dell’approvazione di tale modifica del DDl che reintroduce, come pena alternativa, il carcere fino ad un anno.

Renato Schifani, Presidente del Senato, ha, quindi, convocato la Conferenza dei capigruppo per domani a mezzogiorno ed ha, naturalmente, sospeso l’esame del decreto legislativo, in vigore dal 1948.

 

 

 

 

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