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Vaccino per la meningite di tipo B, via libera alla commercializzazione

Scoperto dalla Novartis il vaccino contro la meningite di tipo B

di Mariangela Saulino

17 Novembre 2012

Il parere positivo concesso dall’Agenzia Europea del Farmaco sul nuovo vaccino anti meningite B, arrivata  nel corso del convegno, svoltosi ieri a Taranto, della Società italiana di Igiene (Siti) dal titolo “Epidemiologia e prevenzione della malattia meningococcica del bambino e dell’adolescente. Attualità e prospettive sulla meningite”, rappresenta un passo decisivo verso la sconfitta decisiva della meningite meningococcica.

Il vaccino è stato realizzato grazie alla ricerca dei laboratori di Siena della Novartis, diretta da Nino Rappuoli che è responsabile mondiale della ezione “vaccines and diagnostics”.

Il tanto agognato parere positivo da parte del Chmp, Comitato per i prodotti medicinali per uso umano, organo dell’Ema, apre la strada alla sua introduzione sul mercato.
La meningite meningococcica colpisce ogni minuto, una persona nel mondo e, quella di tipo B, insieme a quella di tipo C è la più diffusa in Europa ed in Italia. Ed anche la più pericolosa, in quanto, se non viene diagnosticata in tempo può portare alla morte nelle ventiquattro ore.

Pericolo di vita che sussiste anche nei casi di adeguato trattamento sanitario, poiché un malato su dieci comunque muore. Circa cinque malati su dieci, poi, guariscono ma riportano danni permanenti come la perdita dell’udito, lesioni cerebrali o amputazione degli arti.

La meningite di tipo B colpisce in particolare i bambini nel loro primo anno di vita, con un picco in prossimità del settimo mese di età.

Il vaccino è destinato a proteggere tulle le fasce di età, dai due mesi in su e, secondo i ricercatori è “il primo vaccino sviluppato usando un pionieristico approccio scientifico (la “reverse vaccinology”), partendo dal genoma del batterio 5. Tale approccio innovativo costituisce la base per una nuova generazione di vaccini grazie ai quali sarà possibile prevenire altre malattie”.

Entro tre mesi la Commissione Europea emetterà la sua decisione definitiva a seguito della quale, ognuno dei Paesi della Comunità, potrà decidere come organizzare il programma di vaccinazione nazionale.

 

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