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Sarah Scazzi processo: la testimonianza di Sabrina Misseri

Sabrina Misseri parla davanti ai giudici mentre la madre Cosima Serrano si è avvalsa della facoltà di non rispondere

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

21 Novembre 2012

Sarah Scazzi processo È durato ben 7 ore e mezza l’interrogatorio di Sabrina Misseri che finalmente ha deciso di rispondere alle domande dell’accusa e della difesa dinanzi alla Corte d’Assise del tribunale di Taranto nel processo per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa il 26 agosto del 2010.

Accusata assieme alla madre Cosima Serrano di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere, Sabrina ha risposto alle domande del pm Mariano Buccoliero inerenti il suo rapporto con la cugina Sarah e l’amico Ivano Russo. Nell’esporre i fatti, la ragazza ha subito due crolli emotivi che hanno richiesto la breve interruzione dell’udienza.

“Reputavo Sarah una sorella minore, non una cugina, e la trattavo di conseguenza. Qualche rimprovero sì, ma non litigi …. Più di qualche volta rimproveravo Sarah perché stava magari troppo appiccicata a degli amici e non volevo che in paese si spargessero voci strane. Può darsi che lo abbia fatto anche il 25 agosto – racconta Sabrina riferendosi a quanto accaduto la sera prima della scomparsa della 15enne – Sì, è vero che Sarah aveva quella sera una lacrimuccia, ma perché Stefania (un’amica) insisteva per sapere. Per me quella del 25 agosto fu una serata come le altre”.

Sarah Scazzi processo Secondo le testimonianze di alcune amiche della stessa Sabrina, fornite nelle passate udienze, quella sera, il 25 agosto del 2010, le due cugine si sarebbero recate in birreria. Entrambe apparivano tese e Sarah è stata più volte descritta come giù di morale, uno stato emotivo che contrastava molto con la sua solita solarità.

In molti hanno anche affermato di averla vista piangere, ipotizzando un’ennesima lite con la cugina che l’avrebbe accusata di “vendersi per due coccole”.

“Quella frase – ha affermato Sabrina – era da intendere come un consiglio; Sarah era molto accondiscendente e questo non andava bene. Anche lei usava questa frase nei miei confronti ma non era offensiva tra di noi. Ma non ricordo prima di arrivare a quelle frase cosa ci siamo dette… Io intendo “per coccole” che non doveva dire sempre si per ottenere quello che voleva, anche io mi facevo sfruttare da Mariangela perchè pur di andare a mare con la sua macchina pagavo la benzina.”

Sarah Scazzi processo Si procede poi con le domande sul suo rapporto con Ivano:

“I rapporti tra me e Ivano – dichiara la giovane Misseri – sono iniziati per gioco quando lui era al militare e ci scambiavamo messaggi che non pagavamo per la promozione. Poi sono cominciati gli sfottò tra di noi. Mi piaceva ma non avevo interesse, c’era l’attrazione fisica non lo nego ma non era amore. Mi piacevano alcuni lati del carattere ma non ero innamorata”.

Buccoliero le legge alcuni messaggi che i due intimi amici si sono scambiati menzionando il presunto rapporto sessuale e chiedendo spiegazioni in merito.

“Il 2 agosto 2010 con Ivano c’è stato un rapporto sessuale – afferma la teste – comunque non completo … Sarah non ha saputo niente solo mia sorella sapeva tutto. Ivano aveva sempre l’atteggiamento di allungare le mani anche davanti alle persone, tipo mettere la mano sul sedere. Siccome Claudio Scazzi parlava troppo diceva che non vedeva normale il mio rapporto con Ivano e mi disse che tutti avevano saputo del rapporto sessuale tra me e Ivano…… Ivano si lamentò con me ritenendo che fossi stata io a diffondere la voce, ma non era vero”.

Sarah Scazzi processo Quindi, in base a quanto affermato da Sabrina, la gelosia non è da identificarsi come movente dell’omicidio essendo stata il suo un semplice atteggiamento protettivo nei confronti della cugina:

“Non c’entro nulla, non ho fatto nulla – ha dichiarato Sabrina Misseri tra le lacrime durante uno dei suoi crolli emotivi – La mia era protezione per Sarah e non gelosia, sono da due anni in carcere da innocente”.

Per quanto riguarda invece l’interrogatorio dell’altra imputata, Cosima Serrano, madre di Sabrina nonché zia della vittima, la teste si è avvalsa della facoltà di non rispondere.

Infine, le prossime udienze sono state fissate per il 26 e il 27 novembre, date in cui proseguirà l’esame e il controesame della giovane imputata.

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