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Scuola vieta il natale: “Non possiamo offendere i bambini stranieri”

Niente presepe per la scuola materna di Caorso (PC): vietato l’uso di riferimenti esplicita legati ad una sola tradizione religiosa.

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

22 Novembre 2012

Scuola vieta il natale religiosoSta facendo molto discutere la decisione presa dalla direttrice Manuela Bruschini, dirigente dell’istituto scolastico comprensivo di Monticelli d’Ongina, San Nazzaro e Caorso, il cui distretto scolastico comprende le classi che vanno dalle materne alle medie.

Al fine di diffondere i valori dell’amicizia e della fratellanza, temi caratteristici del Natale, e per rispettare i bambini stranieri che professano una diversa religione, la dirigente scolastica ha chiesto di non utilizzare alcun simbolo religioso natalizio in vista delle prossime festività.

Dunque niente presepe, stella cometa o re magi nella scuola materna di Caorso, una decisione che, a quanto pare, ha indignato sia le famiglia che il mondo della politica.

“La decisione è stata presa in accordo con il collegio dei docenti – ha spiegato la direttrice Manuela Bruschini – anzi, è stato proprio il collegio a consigliare per Natale dei progetti in cui mettere in luce il valore della multiculturalità. Così ho dato l’indicazione di evitare immagini e riferimenti religiosi per concentrarsi invece sull’amicizia e la fratellanza.”

Scuola vieta il natale religioso Una decisione che però non è stata condivisa da alcune mamme che, protestando, hanno dichiarato:

Non la vedo una cosa logica, non facciamo del male a nessuno a mantenere le nostre tradizioni”, e ancora “I bambini son sempre più lontani dal Natale, se poi a scuola iniziano a togliere i presepe…non so dove andremo a finire”.

Ma manifesta indignazione viene anche dal mondo della politica, in particolar modo da consigliere regionale della Lega Nord, Stefano Cavalli che accusa:

“Questo è il multiculturalismo degenere che vorremmo veder morto e sepolto. Siamo indignati”.

In risposta a tali accuse, la direttrice ha affermato:

“Ho saputo delle lamentele dei genitori, mi dispiace. Sono sempre disponibile al confronto e credo che la scuola sia importante proprio per affrontare certi argomenti. Chi vuole può chiamarmi e al momento solo un genitore ha fissato un appuntamento per chiarire. Agli attacchi politici invece non do nessuna risposta”.

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