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Stipendi parlamentari: la Casta boccia di nuovo la riduzione degli stipendi

Bocciato l'emendamento della senatrice Pignedoli

di Mariangela Saulino

23 Novembre 2012

E’ stata bocciata dalla Commissione Industria del Senato l’emendamento al decreto sviluppo finalizzato a ridurre gli stipendi di deputati e senatori.

L’emendamento proposto dalla senatrice Pd Leana Pignedoli proponeva di calibrare gli stipendi dei parlamentari italiani ai livelli europei, destinando le somme risparmiate all’occupazione giovanile.

Ma l’emendamento che così recita:” Al fine di reperire, attraverso la riduzione del costo della rappresentanza politica nazionale, maggiori risorse da destinare al sostegno delle politiche per la crescita e l’occupazione giovanile, il trattamento economico omnicomprensivo annualmente corrisposto ai membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica non può superare la media ponderata rispetto al Pil degli analoghi trattamenti economici percepiti annualmente dai membri dei Parlamenti nazionali dei sei principali Stati dell’Area Euro” non è passato.

Pensare che i nostri parlamentari potessero provare a fare un sacrificio, in un momento dove tutti siamo chiamati a farne, è stata soltanto un’illusione.

I nostri politici non altro che pontificare dalle trasmissioni televisive accusando ora questo ora quel collega senza pensare che sono tutti nella stessa condizione. La Casta italiana rappresenta, purtroppo, un potere che non morirà mai senza alcun senso civico né politico, che rifiuta di fare la sua parte, senza alcun rispetto per i cittadini che vengono obbligati al sacrificio.

 

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