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Orario scolastico: per sperimentare i bioritmi anglosassoni a Biella si entra a scuola alle 10

L’esperimento si basa sulle teorie di due scienziati di Oxford

Licia

di Mamma Licia

06 Dicembre 2012

A scuola alle 10 del mattino e non più alle 8. Potrebbe accadere in un Liceo scientifico statale di Biella a partire dal prossimo anno scolastico.

L’idea è del preside dell’istituto “A. Avogadro”, David Coen Sacerdotti Sears, che, condividendo le teorie di Russell G. Foster e di Till Roenneberg (due biologi e fisiologi di Oxford), vuol sperimentare i bioritmi anglosassoni anche sui suoi allievi.

La proposta dell’applicazione di un orario scolastico circadiano, apparsa a molti genitori un po’ bizzarra, ma accolta con entusiasmo dagli studenti del Liceo di Biella, sta facendo il giro dei media nazionali, con molto stupore da parte del preside che in un’intervista riportata da Ecodibiella.it ha detto: «Non mi aspettavo affatto tutto questo clamore. Pure il Tg5 ha parlato della mia proposta. Eppure, io non ho fatto una presentazione con tanto di squilli di trombe: ho semplicemente offerto una nuova possibilità, che peraltro in Italia già una scuola del Parmense [l’Istituto tecnico privato di  Traversetolo] ha attivato, agli studenti che il prossimo anno sceglieranno il mio Liceo».

Secondo il preside Coen, e gli scienziati oxfordiani, «non è la mancanza di sonno che fa essere i ragazzi più intorpiditi il mattino, ma una semplice questione di ritmi biologici, probabilmente collegati anche all’adolescenza e all’età dello sviluppo. In pratica, per un adolescente alzarsi alle sette è come per un adulto svegliarsi alle 5».

L’esperimento anglosassone, se applicato ai liceali di Biella, permetterebbe loro di evitare le levatacce del mattino, entrando più comodamente a scuola alle 10.15, fare una pausa-pranzo alle 13.00 e tornare sui banchi fino alle 16.30.

In Inghilterra, alla Monkseaton High School, l’istituto dove è già stato introdotto l’esperimento dell’orario scolastico circadiano, sembra che il rendimento degli studenti sia migliorato tantissimo, specie – precisa il preside Coen – di quelli “appartenenti alle fasce più deboli e con più difficoltà di apprendimento”.

Nella versione inglese l’orario posticipato è stato affiancato da sistemi di insegnamento «a intervallo» (15 minuti di lezione, 10 di basket, e ancora 15 di lezione) e dalla possibilità di studiare, o comunque di avere a disposizione testi e materiali didattici, anche a distanza, attraverso Internet.

Ma il preside Coen avvisa: “Un corso di questo tipo è assolutamente inadatto, ad esempio, a chi fa sport a livello agonistico, oppure segue lezioni intensive di musica o di danza. Si deve anche sapere che, tornati da scuola alle 16,30, la giornata non è finita, perché bisogna fare i compiti esattamente come i ragazzi che entrano alle 7,50”.

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