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Denise Pipitone processo: carabinieri perquisirono la casa sbagliata

Nuova svolta nel processo contro Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise accusata di concorso in sequestro di persona per la scomparsa di Denise Pipitone

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

13 Dicembre 2012

Denise Pipitone processo L’errore è stato ammesso e dichiarato pubblicamente durante la 26° udienza del processo contro Jessica Pulizzi, la sorellastra della piccola Denise: i carabinieri perquisirono la casa sbagliata.

A raccontarlo in aula è il maresciallo Francesco di Girolamo che, ripercorrendo le azioni svolte il 1° settembre del 2004, giorno in cui scomparve la piccola di Mazara del Vallo, dichiara la sconcertante verità.

Le forze dell’ordine, allertate dalla madre della piccola, Piera Maggio, furono subito indirizzate dalla stessa verso un unico sospettato, Anna Corona, ex moglie del padre di Denise che ha sempre mostrato un forte rancore verso la signora Maggio, ritenendola l’unica responsabile del fallimento del suo matrimonio.

Denise Pipitone processo Così, a poche ore dalla scomparsa della piccola, i carabinieri riuscirono ad ispezionare ben 3 abitazioni, tra cui anche quella della famiglia Corona, o almeno era quanto si supponeva fino ad ora.

Infatti, l’abitazione perquisita era posta al piano terra, mente la sospettata risiedeva, assieme alla figlia Jessica, al secondo piano dello stesso palazzo.

Come si è resa possibile una tale “svista”?

Al momento si sospetta che sia stata la stessa signora Corona a “depistare” gli inquirenti facendo loro strada nell’appartamento errato.

Un’ipotesi avanzata dalla madre della piccola scomparsa che non ha mai fatto mistero dei sospetti che nutriva verso quella famiglia, una famiglia che l’ha fortemente odiata e il cui rancore, forse, li avrebbe portati a compiere un assurdo gesto di vendetta, separare la madre dalla figlia.

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