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Svezzamento: una pappa sana e serena

DottAntonio

di Dott. Antonio Cretella

26 Ottobre 2010

L’ora del pasto rappresenta per il neonato un momento particolarmente delicato, non solo dal punto di vista nutrizionale, ma anche per l’accrescimento psicofisico che comporta.

Il piccolo passerà dall’esperienza di succhiare il seno o il biberon a deglutire il cibo solido proposto con il cucchiaino scoprendo gusti diversi (dolce, salato), colori diversi, consistenze diverse (liquido , solido, cremoso) fino anche a gradire o rifiutare gli alimenti proposti

Tutte queste esperienze non solo favoriscono la maturazione neurosensoriale del piccolo ma rimangono ben impresse nella sua memoria.

E’ fondamentale dunque, che l’ora del pasto sia un momento piacevole e familiare.


La mamma deve essere consapevole che un’alimentazione forzata genera nel piccolo, stato di conflitto e diffidenza nei confronti del cibo, e talvolta degli stessi genitori.

Pertanto i cibi nuovi dovranno essere proposti al piccolo in modo estremamente graduale, anche attraverso tentativi successivi (non imposti). L’età scelta per lo svezzamento deve essere rappresentata dal quarto-sesto mese di vita, facendo attenzione a non anticipare ne posticipare troppo tale periodo.

Per lo svezzamento sono particolarmente indicati alimenti come cereali, verdure e ortaggi che in forma precotta, posso essere usati immediatamente semplicemente stemperandoli in un liquido caldo( acqua- latte o brodo). In questo modo verranno conservati sali minerali, vitamine e allo stesso tempo risulteranno più digeribili. L’industria oggi però mette a disposizione la possibilità di scegliere alimenti in cui la omogeneizzazione è spinta al massimo, i cosiddetti baby-foods che non richiedono masticazione oppure omogeneizzati junior che fatti di particelle più grossolane sono indicate in fasi più avanzate dello svezzamento.

Dal settimo mese in poi si possono  introdurre nella dieta del bambino un paio di cucchiai da tavola di verdure miste, un cucchiaio di legumi(lenticchie o fagioli cotti passati); oltre ad alimenti come pesce(sogliola-nasello), il tuorlo d’uovo e prosciutto crudo magro che forniranno proteine ad alto valore biologico.

Solo dall’ottavo mese in  poi si consiglia di introdurre con moderazione latticini come ricotta e mozzarella. Così dopo l’anno di vita la dieta del bambino potrà essere liberalizzata al fine di seguire il più possibile le indicazioni di una alimentazione sana e variegata , che gli garantisca ogni giorno i giusti fabbisogni nutritivi.

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