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Poesie sulla Befana

L’Epifania tutte le feste porta via…

Daniela

di Mamma Daniela

06 Gennaio 2013

Esistono tante filastrocche che si riferiscono alla Befana, la più nota è certamente “La befana vien di notte”, con tutte le sue varianti.

“La Befana vien di notte

con le scarpe tutte rotte

col vestito alla romana:

Viva viva la Befana!”

Ma forse non tutti sanno che alcuni poeti illustri, come G. Pascoli, Rodari, Gozzano, e altri meno noti, o perfino sconosciuti,  hanno scritto delle poesie sulla Befana.

Poesie più impegnative di una filastrocca per bambini, ma sempre belle e attuali, per far sognare grandi e piccini, e che spesso vengono imparate dai più piccoli per rendere magico il giorno dell’Epifania.

Partendo da un classico, la poesia di Giovanni Pascoli, proseguendo poi con quelle di Guido Gozzano, Franco Maccioni, Gianni Rodari e una poesia popolare di autore sconosciuto, ricordiamo  insieme questi capolavori dedicati alla dolce vecchina vestita di stracci, con il naso adunco e la sua scopa.

 

La Befana  (G. Pascoli )

Viene viene la Befana
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.

Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.

E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,

a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.

Che c’è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c’è dentro questa villa?

Guarda e guarda…tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
guarda e guarda…ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini.

Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale;
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?

Co’ suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Co’ suoi doni mamma è scesa.

La Befana alla finestra
sente e vede, e s’allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra,
trema ogni uscio, ogni finestra.

 

E che c’è nel casolare?

Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco

brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?

Guarda e guarda… tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra la cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti…

E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila…
Veglia e piange, piange e fila.

La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.

La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che vide:
c’è chi piange e c’è chi ride;
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sull’aspro monte.

 

La Befana (G. Gozzano)

Discesi dal lettino

son là presso il camino,
grandi occhi estasiati,
i bimbi affaccendati

a metter la scarpetta
che invita la Vecchietta
a portar chicche e doni
per tutti i bimbi buoni.

Ognun, chiudendo gli occhi,
sogna dolci e balocchi;
e Dori, il più piccino,
accosta il suo visino

alla grande vetrata,
per veder la sfilata
dei Magi, su nel cielo,
nella notte di gelo.

Quelli passano intanto
nel lor gemmato manto,
e li guida una stella
nel cielo, la più bella.

Che visione incantata
nella notte stellata!
E la vedono i bimbi,
come vedono i nimbi

degli angeli festanti
ne’ lor candidi ammanti.
Bambini! Gioia e vita
son la vision sentita

nel loro piccolo cuore
ignaro del dolore.

 

La befana (F. Maccioni)

 Scende lenta la befana

Con il sacco dei suoi doni

Destinati ai più buoni.

Porta libri e dei palloni

Delle bici e dei scarponi.

Porta ancor degli altri doni

Ai bambini…i più buoni!

 

La Befana (G. Rodari)

Viene viene la Befana

Da una terra assai lontana,

così lontana che non c’è…

la Befana, sai chi è?

La Befana viene viene,

se stai zitto la senti bene:

se stai zitto ti addormenti,

la Befana più non senti.

La Befana, poveretta,

si confonde per la fretta:

invece del treno che avevo ordinato

un po’ di carbone mi ha lasciato.

 

Poesia popolare

Zitti, zitti, presto a letto

la Befana è qui sul tetto,

sta guardando dal camino

se già dorme ogni bambino,

se la calza è ben appesa,

se la luce è ancora accesa!

Quando scende , sola, sola,

svelti sotto alle lenzuola!

Li chiudete o no quegli occhi?

Se non siete stati buoni

niente dolci, nè balocchi,

solo cenere e carbone!

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