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Intervento al cuore: a Napoli il cuore di Mattia torna a battere dopo 14 giorni

Il cuore del bimbo, nato con una malformazione cardiaca, torna a battere dopo 14 giorni

di Mamma Alessandra

04 Febbraio 2013

NAPOLI. Grande festa al reparto di cardiologia del Policlinico della città. Oggi Mattia spegne le sue due candeline. La torta è speciale, grande e tutta ricoperta di cioccolato, perché è speciale anche il compleanno di questo bambino.

Mattia è nato con una grave malformazione cardiaca. Il dottor Carlo Vosa, primario del reparto e medico che ha seguito il piccolo fin dalla nascita, spiega la situazione. Mattia aveva un unico ventricolo cardiaco. Quando aveva un mese di vita è stato sottoposto ad un delicato intervento per la decoartazione della aorta.

Successivamente si sarebbe dovuto procedere ad un ulteriore intervento definitvo, quello della separazione dei due ventricoli che appunto erano uniti. A dicembre dunque Mattia torna in corsia per sottoporsi all’operazione. L’intervento anche in questo caso è guidato dal Dottor Vosa,  dai collaboratori cardiochirurghi Gaetano Palma, Sergio Palumbo, Sabato Cioffi e gli anestesisti Alessandro Saccenti e Loredana Grandi. L’intervento è stato lungo e complicato. Alla fine, quando ci si aspettava la ripresa del battito cardiaco, il cuore di Mattia non ripartiva. Era completamente fermo. Il dottor Vosa e tutta l’equipe ha così deciso di impiantare un sistema di assistenza ventricolare completa, in circolazione extracorporea, sistema che permettesse di isolare il cuore del bimbo ma che nel frattempo consentisse agli altri organi di funzionare regolarmente, per far si che tutte le funzioni corporee fossero mantenute regolarmente in vita.

E così per alcuni giorni tutti hanno vegliato e pregato affinché quel piccolo cuoricino tornasse a battere. E dopo due settimane il primo colpo. L’elettrocardiogramma si avvia. Il cuore di Mattia ricomincia a battere. Un miracolo consumatosi nelle corsie di un ospedale. Mattia si gode adesso la sua fetta di torta al cioccolato, speciale, come speciale l’avventura che potrà dire di avere vissuto.

 

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