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Abbandono animali: Mignon il Cocker trovato nel cassonetto

Abbandono animali: Mignon un Cocker di 10 anni e stato gettato vivo in cassonetto dei rifiuti, il padrone raggiunto dalla polizia deve rispondere dei reati di maltrattamento, abbandono e atti crudeli nei confronti di animali

Federica Federico

di Federica Federico

09 Febbraio 2013

Un cane non può parlare ma sa guardareUn cane non può parlare ma sa guardare in maniera profonda il suo interlocutore umano, è con gli occhi che coinvolge ed è con lo sguardo che interloquisce esprimendo se stesso e i propri sentimenti.

Chi condivide la vita con un “amico peloso” sa che i scrifici e le responsabilità che un animale domestico pretende non saranno mai superiori alle soddisfazioni, all’affetto e all’arricchimento sentimentale … gli amici a quattro zampe donano amore incondizionato ai pardoni ed alle famiglie che li accolgono.

È comprovato che i cani abbiano spiccatissime capacità empatiche, soprattutto con i bambini; la pediatria è unanime nell’ammettere che i più piccoli beneficiano della presenza di un animale in casa, crescendo più sani, più sicuri e più disponibili nei confronti delle persone e aperti alle nuove avventure della vita; la geriatria non nega che un amico a quattro zampe possa rappresentare un buon motivo per “rimanere legati alla vita”.

Malgrado ciò e in assoluto dispregio dell’amore, c’è ancora chi abbandona e maltratta Cocker abbandonatogli animali.

Mignon è un anziano esemplare di Cocker (ha circa 10 anni), la scorsa settimana è stato ritrovato morente, chiuso in un sacco nero per l’immondizia e abbandonato in un cassonetto dei rifiuti.

Mignon è un cane, genere animale, non è una cosa rotta e vecchia di cui disfarsi.

Malgrado abbia un cuore per provare emozioni, questo cane, che ha vissuto in una famiglia  e forse dai sui membri è stato persino amato in un passato non troppo lontano, ora, invecchiato e stanco, ha subito una condanna atroce: è stato gettato come un rifiuto.

È brutale ma vero: Mignon è il Cocker rinvenuto in un cassonetto dell’immondizia.

“Mignon” oggi è l’emblema della brutalità umana,  rappresenta l’ultima storia di abbandono che, in ordine di tempo, ha conquistato gli onori della cronaca.

Vale la pena prlarne e vale la pena sottolineare la abbandono e atti crudeli nei confronti di animali.brutalità della vicenda di Mignon; le troppe storie di abbandono che ancora violano i diritti animali devono essre dibattute, discuterne serve a stimolare l’opinione pubblica al rispetto degli amici pelosi, garantendo a cani e padroni tutti i diritti che uno Stato civile come il nostro riconosce loro.

Al momento del ritrovamento le condizioni di Mignon erano critiche, grazie alle cure apprestate dai medici veterinari cooperanti con l’Enpa il cane ha superato 4 giorni di coma. Tuttora è ricoverato in una clinica veterinaria e non è fuori pericolo. La settimana prossima sarà sottoposto ad una .T.A.C., l’esame è volto all’accertamento delle condizioni di salute dell’animale che presenta non trascurabili sintomi neurologici.

L’Enpa e le guardie zoofile di Firenze (ovvero della zona in cui il cane è stato abbandonato) si sono adoperati non solo per  salvare la vita allo sventurato Cocker ma anche per individuare lo scellerato padrone che ha brutalmente tentato di liberarsi di Mignon.

  • Il padrone doveva essere conscio delle sue responsabilità perché prima di annodare il saccone nero in cui ha intrappolato il suo docile cane ha provato a strappare dal dorso di Mignon il  maltrattamento, abbandono e atti crudeli nei confronti di animali.microchip sottocutaneo con cui i veterinari effettuano la registrazione del cane presso l’anagrafe canina. Mignon aveva infatti una profonda ferita sul dorso inequivocabilmente praticata con la convinzione di rendere irriconoscibile l’animale e per liberarsi da ogni responsabilità.

L’Enpa ha ciesto aiuto alla cittadinanza proprio per risalire all’identità del “padrone” del Cocker di cui oggi conosciamo anceh il nome.

  • Le autorità complici i cittadini accorti, civili ed onesti sono risalite all’ex proprietario di Mignon. Il sito dell’Enpa rende noto che si tratta di un anziano ottantenne residente a Campi Bisenzio (Firenze). L’uomo raggiunto dalla polizia è stato interrogato, avrebbe dichiarato di avere ritenuto il cane morto e solo per questo lo avrebbe collocato nel cassonetto. Resta da stabilire perché gli ha brutalmente strappato il microchip e perché non si è rivolto al servizio veterinario della Asl per l’incenerimento dell’animale.
  • L’ex padrone di Mignon è accusato di maltrattamento, abbandono e atti crudeli nei confronti di animali.

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