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Sciopero dei ginecologi, domani chiuse le sale parto

Stop a 1.100 interventi programmati. Ginecologi ed ostetriche si asterranno dal lavoro per 24 ore

Licia

di Mamma Licia

11 Febbraio 2013

Lo sciopero di ginecologi ed ostetriche è confermato.

Domani, 12 febbraio, rimarranno chiuse le sale parto, i consultori familiari e gli ambulatori ostetrici, non ci sarà alcun parto programmato, non si effettueranno esami clinici né visite specialistiche né ecografie. Saranno effettuati solamente, e se necessario, i parti dovuti ad urgenze indifferibili e sarà comunque garantita la continuità delle prestazioni indispensabili ai sensi di quanto previsto all’articolo 1 della Legge 146/90 e negli Accordi sui servizi pubblici essenziali in caso di sciopero della dirigenza medica e veterinaria del SSN.

Troppe denunce e poche tutele.

«Qualunque imprevisto accada, è colpa del medico. Stiamo assistendo ad una vera e propria esplosione di denunce, spesso non giustificate. Tutto questo genera un clima di terrore e incrementa quella medicina difensiva che rappresenta una spesa di 10-14 miliardi per il nostro Sistema sanitario», ha detto Carmine Gigli, presidente della Federazione Sindacale Medici Dirigenti.

Con questo sciopero, il primo della categoria, le associazioni mediche Aogoi, Fesmed, Sigo, Agui, Agite, Sieog e Acoi chiedono “più attenzione da parte delle forze politiche rispetto al problema del contenzioso medico-legale, che ha rilevanza sociale ed economica nazionale”, affinché vengano introdotti i correttivi necessari per raffreddarlo, contenendo così il fenomeno della medicina difensiva (cioè tutti quegli esami e interventi inutili, prescritti per il timore di possibili contenziosi futuri).

Chiedono l’obbligatorietà, da parte delle aziende sanitarie, di assicurarsi . «Fondamentale infatti – ha detto Gigli – è l’estensione dell’obbligo assicurativo per colpa grave su ogni struttura che produce attività chirurgica per danno causato ai pazienti, anche per garantire che il cittadino venga realmente risarcito».

Chiedono anche la messa in sicurezza dei punti nascita su tutto il territorio nazionale, nell’interesse della salute e del benessere della mamma e del bambino. «L’incremento dei tagli cesarei, tanto lamentato, – continua Gigli – è un adeguamento clinico alle carenze strutturali e di personale, oltre al fatto che spesso è la donna a richiederli perché mancano gli anestesisti per effettuare l’epidurale. Anche l’eccesso di ricoveri, spesso, deriva dalla mancanza di strutture che possano fornire la dovuta velocità di alcune prestazioni come i tracciati: piuttosto che rischiare, conviene ricoverare la paziente, con un prezzo di 1000 euro al giorno».

In Italia, secondo quanto messo in luce dall’indagine nazionale sulla appropriatezza del ricorso al cesareo, condotta dal Ministero della Salute,  si rilevano “troppe diagnosi di posizione anomala del feto, condizione fortemente associata al taglio cesareo”. Nel 2010 ci sono stati 482.195 parti, nel 29,31% dei casi si è trattato di un cesareo. Di questi tagli cesari, il 43% è risultato poi ingiustificato, poiché si è rilevata una non corrispondenza con le informazioni nelle schede di dimissione ospedaliera (Sdo).

Domani, quindi, ginecologi ed ostetriche assisteranno solo le urgenze e saranno rimandati i due terzi delle nascite. Se questo è possibile farlo per un giorno, perché allora non farlo tutte le volte che non è necessario?

Sorelle munite di panzona, ascoltate e cantate questo rap, realizzato da www.partonaturale.net, e… scioperate pure voi!

Reppartonaturale
Voglio partorire il 12 febbraio
 qualunque altra data sì che sarebbe un guaio
 quel giorno finalmente (tu sai la novità?),
 interverranno solo se ce n'è necessità!

 Mi sembra un controsenso: che fanno gli altri giorni?
 Se non è necessario, che fretta c’è che sforni?
 La fretta non è nostra né del bimbo che portiamo
 Non ti stupire se qualche domanda ci facciamo

 Ascoltami sorella munita di panzona,
 tu sai già forse un po' come di solito funziona:
 ci sono l’orologio, l’agenda, il calendario,
 le ferie, i turni, i ruoli, la carriera del primario...

 Così succede spesso che seduto a tavolino
 qualcuno stabilisca quando nascerà il bambino,
 due o tre parole giuste, la mamma si convince
 e sopra ad ogni cosa l'interesse è quel che vince.

 Sciopero del cesareo programmato
 Sciopero del parto pilotato
 Sciopero del gel alla prostaglandina
 e delle flebo d’ossitocina

 Sciopero di Kristeller ed amnioressi
 Sciopero di “aiutini” ed altri annessi
 Sciopero dei tagli regalati
 Per un giorno solo parti rispettati

 Han fatto i protocolli per pararsi il fondoschiena,
 mi sono già scottata e sono diventata IENA,
 facciamone un falò, un gran fuoco che brucia,
 ed ecco che in noi stesse ritroviamo la fiducia.

 Ascoltami sorella, rimani pur serena,
 ascolta la canzone che ti canta questa iena:
 lo sciopero è una manna, una benedizione
 se è sciopero d’inutile medicalizzazione!

 Sciopero dell’episiotomia
 Sciopero, le forbici metti via
 Sciopero del “taglia, tira e spingi”
 e del “sopporta, sorridi e fingi”

 Sciopero dell’ecografo-astronave
 Sciopero, il tocografo è sottochiave
 Sciopero di tutte le induzioni
 E di tutte le rotture di ***

 Ascoltami sorella, non aver paura,
 il 12 febbraio sarai ancora più sicura
 saranno garantiti gli interventi salvavita
 e tutto il resto è solo un'inutile ferita.

 Sapete, siam perfette, siamo meravigliose
 Ma spesso siamo viste come bombe inesplose
 È vero, abbiamo in cuore un gran fuoco che brucia,
 ed ecco che in noi stesse ritroviamo la fiducia.

 Sciopero
 È vero, abbiamo in cuore un gran fuoco che brucia,
 Sciopero
 ed ecco che in noi stesse ritroviamo la fiducia.

 

 

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