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Pistorius: vacilla l’accusa, nessuna sostanza vietata in casa

Oscar Pistorius l'omicidio della fidanzata Reeva un incidente o un delitto pianificato?

Federica Federico

di Federica Federico

21 Febbraio 2013

 Oscar Pistorius story Oscar Pistorius ha ucciso la fidanzata Reeva Steenkamp.

Lo scorso 14  febbraio queste parole, imperiosamente poste, hanno dato notizia della tragica morte di una giovane donna in Sudafrica, a Pretoria.

La morte in questione ha scosso le coscienze del mondo, lo choc è fondamentalmente dipeso dalla notorietà della vittima e del carnefice che sono due illustri personaggi dello spettacolo.

Ma la popolarità dei protagonisti ha oscurato  gli elementi nodali connessi alla tragedia: questo omicidio mette in luce la violenza scatenata in Sudafrica dalla microcriminalità e apre uno squarcio innegabile sul mercato delle armi e sulla loro “gestione privata”.

  • Oscar Pistorius è l’uomo che corse alle Olimpiadi senza gambe e vinse … Ma lo choc non è tanto dipeso dal fatto che la tragedia mette in luce la vvinse soprattutto la fama.
  • Reeva Steenkamp era una modella che, malgrado fosse dotata di una bellezza senza paragoni, amava Pistorius, ovvero amava l’uomo che pur correndo con le protesi sfidava i normodotati.

Pistorius era un esempio di coraggio e con le protesi ai monconi diveniva un mito. Ma poi quattro colpi di arma da fuoco: uno perduto, uno nel braccio di Reeva e due nella testa della giovane modella. Quattro colpi di arma da fuoco e il mito esplode tramutandosi in mostro senza possibilità di appello, giustificazione o giusto processo. La stampa ha il suo titolo e la brutalità della natura umana fa notizia.

Ma lo choc non è tanto dipeso dal fatto che la tragedia mette in luce la vPistorius diventa il mostro “deforme” che a causa del suo handicap era geloso della fidanzata;

Pistorius era eccitato dai testosteroni e dalle sostanze dopanti che secondo la stampa sono state rinvenute in casa sua;

e Pistorius era quindi capace di uccidere.

Sembra la trama di un film, parabola della più scontata, becera e tristemente comune interpretazione della diversità umana.

Ma lo choc non è tanto dipeso dal fatto che la tragedia mette in luce la vEd ecco nessuno crede ad Oscar Pistorius quando confessa di avere ucciso Reeva per errore.

Del resto il mito è o buono o cattivo, non è umano e quindi non è fallace

Sia chiaro che Pistorius spara e confessa di averlo fatto in un contesto sociale dove la microcriminalità è imperante e tutti sparano quando si sentono minacciati.

  • Solo pochi giorni prima nella e stessa area abitativa in cui viveva Pistorius un padre aveva rischiato di uccidere il figlio per errore, a causa pallottola partita da una pistola estratta e usata credendo di sparare contro un ladro indebitamente introdottosi in casa.

Ed ecco che Pistorius diventa il mostro intorno al quale sorgono sospetti sorretti da improbabili prove.

Non più di 48 ore fa, l’accusa ha consegnato alla stampa la notizia choc di steroidi rinvenuti in casa di Pistorius.

Del resto il mito è o buono o cattivo, non è umano e quindi non è fallaceLa notizia è rimbalzata su quotidiani, blog e siti, fuori dalla rete è stata data dai telegiornali; eppure nessun canale d’informazione citava eventuali analisi compiute sui campioni rinvenuti in casa né riportava la tesi difensiva.

Naturalmente la stampa aggiungeva al rinvenimento degli steroidi un dato chiave volto ad ampliare l’informazione: ovunque si sottolineava che gli steroidi sono, per loro stessa natura, capaci di influire sull’umore determinandone squilibri.

  •  Oggi, dopo aver descritto il mostro imbottito di steroidi e aver legato anche a questi la furia omicida, l’accusa “rettifica” e chiarisce che l’uso in aula di giudizio della parola steroidi è stato improprio perché le sostanze sono ancora oggetto di analisi.
  • Pistorius e il suo collegio difensivo fanno sapere che non si tratta di sostanze steroidi né in nessun modo vietate, la sostanza esisteva in casa di Pistorius da lì è stata prelevata ma è solo un rimedio fitoterapico.

Del resto il mito è o buono o cattivo, non è umano e quindi non è fallaceA nessuno era venuto in mente di chiedere al comitato olimpico se Pistorius avesse precedenti in fatto di doping ma fortunatamente, forse in ragione di un’intima necessità di adivenire ad una verità certa, Craig Spence, portavoce del Comitato paralimpico internazionale, ha fatto sapere che Pistorius, l’atleta mito, fu esaminato per ben due volte durante la recentissima kermesse di Londra 2012 e in entrambe le occasioni risultò inequivocabilmente negativo.

Pistorius ha dichiarato di avere sparato mosso dal convincimento di agire contro un ladro ed ha dichiarato di averlo fatto nel cuore della notte, destato dai rumori e senza le protesi agli arti inferiori.

  • In aula sono state tracciate le traiettorie dei proiettili e l’accusa ha ripetutamente sostenuto che Oscar Pistorius avrebbe mentito perché, stando ai percorsi disegnati dai proiettili, l’atleta Del resto il mito è o buono o cattivo, non è umano e quindi non è fallacedoveva indossare le protesi mentre sparava.

Ma questa certezza vacilla anch’essa: Hilton Botha, il capo del team investigativo impegnato nel caso Pistorius, in aula e sotto giuramento, messo alle strette dal legale dell’atleta, l’avvocato Barry Roux, è costretto ad ammettere che nessun elemento di prova raccolto sulla scena del delitto contraddice apertamente la versione dell’accusato, ovvero  la rifiutata versione dell’incidente.

  • La stampa aveva lasciato riecheggiare anche un’altra notizia choc: nella notte dell’omicidio dei vicini di casa di Pistorius avevano udito delle urla provenienti dalla villa dell’atleta, si era anche detto che questi stessi vicini avevano allertato la polizia.

Vitadamamma ha cercato su google le foto del luogo del delitto e da subito, con lo spirito critico che pistorius uccide fidanzata foto deve caratterizzare l’informazione, vi ha invitato a riflettere sulla distanza enorme che corre tra quelle case di Pretoria.

Durante gli interrogatoti in aula al processio Pistorius cade anche la testimonianza dei vicini di casa che avevano riferito di aver udito tra le due e le tre del mattino del 14 febbraio «due persone urlarsi contro». Ebbene i testimoni non hanno saputo identificare con certezza le voci né la loro provenienza: avrebbero genericamente udito delle persone urlanti. Rispetto a tali urla, inoltre, non è dato sapere nemmeno se effettivamente sia stata allertata la polizia e se questa sia o meno intervenuta.

  • In ultimo l’avvocato di Pistorius rivendica una contaminazione ripetuta della scena del crimine: gli uomini della polizia hanno condotto le indagine senza neanche le debite protezioni sulle scarpe.

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